Generali — analisi del ottobre 2006
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future del principale gruppo assicurativo nazionale
Profilo societario
Generali rappresenta uno dei principali protagonisti mondiali nel campo delle assicurazioni e della gestione patrimoniale. Fondato nel 1831, il gruppo opera in più di 50 nazioni, registrando nel 2024 un reddito complessivo da premi di 95,2 miliardi di euro e gestendo 863 miliardi di euro di asset. Con una forza lavoro di circa 87.000 professionisti al servizio di 71 milioni di clienti, Generali mantiene una posizione di primo piano in Europa e continua a espandere la propria presenza in Asia e America Latina. Il fulcro della strategia del Gruppo è l'approccio Lifetime Partner, che si concretizza attraverso soluzioni personalizzate e innovative, un'esperienza cliente di eccellenza e una distribuzione globale digitalizzata. Integrando pienamente la sostenibilità nelle scelte strategiche, Generali mira a generare valore per tutti gli stakeholder e a contribuire alla costruzione di una società più equa e resiliente.
Dati finanziari
Nel biennio 2004-2005 (il confronto con gli esercizi precedenti non è significativo a causa dell'adozione dei nuovi principi contabili internazionali) Generali ha mostrato un positivo andamento sia dei premi emessi (cresciuti del 13,26%) che degli altri ricavi (in aumento del 48,75%). A causa dell'aumento dell'incidenza dei costi il risultato ante imposte e quello netto si sono limitati ad una crescita del 14% cerca e la redditività del capitale si è ridotta leggermente (il ROE è passato dal 14,5% al 13,7%).
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Generali fanno parte del paniere S&P/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips Generali mostra una rischiosità in linea con la media del mercato (beta vicino 1) ma inferiore alla media del settore Assicurazioni, riflettendo il maggiore grado di diversificazione (soprattutto geografica) rispetto agli altri player nazionali. Negli ultimi 3 anni il titolo Generali ha registrato una performance del 52,73% contro il 54,24% dell'indice Mibtel; l'andamento del triennio ha seguito molto da vicino quello del mercato confermando le caratteristiche del titolo paragonabile ad un portafoglio sufficientemente diversificato dei principali titoli quotati sul mercato (si ricorda che la società possiede partecipazioni nei principali gruppi quotati del paese); solo nella prima parte del 2006 si può rilevare una leggera sovraperformance rispetto all'indice che è rientrata nei mesi successivi.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita dei premi emessi in miglioramento dal 2% del 2006 al 4% del 2008 e successivi; - una crescita degli altri ricavi che passa dal 2% del 2006 al 5% di lungo periodo; - una riduzione dell'incidenza degli oneri tecnici di 0,7 punti nel 2006; - una redditività degli investimenti del 3,5% su tutto il periodo di previsione; Infine si prevede un tax rate stabile al 38% su tutto il periodo di previsione e valori del reserve ratio pari a quelli dell'ultimo anno (2005). I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 34,5 € che tende a crescere (ridursi) di 0,85 € per ogni 0,5 punti in più (in meno) del tasso di rendimento degli investimenti come mostrato nella figura seguente.
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20 analisi dal 11 ottobre 2006, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.