Generali — analisi del marzo 2009
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future del principale gruppo assicurativo nazionale
Profilo societario
Generali rappresenta uno dei principali protagonisti mondiali nel campo delle assicurazioni e della gestione patrimoniale. Fondato nel 1831, il gruppo opera in più di 50 nazioni, registrando nel 2024 un reddito complessivo da premi di 95,2 miliardi di euro e gestendo 863 miliardi di euro di asset. Con una forza lavoro di circa 87.000 professionisti al servizio di 71 milioni di clienti, Generali mantiene una posizione di primo piano in Europa e continua a espandere la propria presenza in Asia e America Latina. Il fulcro della strategia del Gruppo è l'approccio Lifetime Partner, che si concretizza attraverso soluzioni personalizzate e innovative, un'esperienza cliente di eccellenza e una distribuzione globale digitalizzata. Integrando pienamente la sostenibilità nelle scelte strategiche, Generali mira a generare valore per tutti gli stakeholder e a contribuire alla costruzione di una società più equa e resiliente.
Dati finanziari
Nel triennio 2006-2008 Generali ha mostrato un incremento dei premi emessi pari al 2,6% mentre gli altri ricavi hanno avuto un progresso del 72,5% a 3,5 miliardi di Euro; negativo invece nell'ultimo anno l'utile da investimenti (per circa 4 miliardi di Euro) dopo due anni di risultati positivi per oltre 15 miliardi. I minori oneri tecnici non impediscono al risultato ante imposte di scendere di oltre il 60% mentre l'utile netto perde il 64,2% in seguito ad una maggiore incidenza delle imposte; la redditività del capitale scende di conseguenza con il ROE passa dal 18,4% al 6,9%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Generali fanno parte del paniere S&P/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips Generali mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore 1) riflettendo la stabilità del business danni e la diversificazione geografica. Negli ultimi 3 anni Generali ha registrato una performance negativa (-58,1%) sostanzialmente in linea con il -58,7% dell'indice Mibtel; il titolo ha terminato il trend rialzista alcuni mesi dopo quello del mercato (ottobre 2007 invece dell'estate dello stesso anno) realizzando una certa sovraperformance, in seguito ha palesato un andamento ribassista che si è accentuato nei primi mesi del 2009 chiudendo così il gap con il Mibtel.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita dei premi emessi negativa (-3%) nel 2009 ed in seguito a +3%; - una crescita degli altri ricavi che passa dal -7% del 2009 al 4% di lungo periodo; - un'incidenza degli oneri tecnici e delle spese gestionali stabili rispettivamente al 76,4% e 19,2%; - una redditività degli investimenti che passa dal 2% (2009) al 3,5% del 2009 ed anni successivi; Infine si prevede un tax rate stabile al 33%; i risultati del modello convergono su un valore per azione di 20,2 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,9 Euro per ogni punto in più (in meno) del tasso di rendimento degli investimenti come mostrato nella figura seguente.
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20 analisi dal 11 ottobre 2006, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.