Intesa Sanpaolo — analisi del marzo 2009
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di una delle principali banche nazionali quotate a Piazza Affari
Profilo societario
Intesa Sanpaolo è tra i gruppi bancari più rilevanti in Europa, riconosciuto per il forte impegno verso gli obiettivi ESG e un impatto sociale ai massimi livelli globali. In Italia, l'istituto si distingue come leader nel settore, con 13,9 milioni di clienti e circa 3.000 filiali. A livello internazionale, la sua presenza strategica si estende a oltre 900 sportelli, servendo 7,5 milioni di clienti in Paesi del Centro-Est Europa, Medio Oriente e Nord Africa.
Dati finanziari
Nel triennio 2006-2008 Intesa SanPaolo ha mostrato una riduzione del Margine di Intermediazione del 4,7% mentre il Risultato di Gestione è sceso del 44,3%; in calo anche l'utile passato da 4103 a 2682 milioni di Euro. La redditività del capitale (ROE) ha perso circa 2 punti passando dal 7,2% al 5,4%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Intesa SanPaolo fanno parte del paniere S&P/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Intesa SanPaolo mostra una rischiosità in linea superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario, particolarmente esposto alle variazioni dei mercati negli ultimi mesi. Negli ultimi 3 anni il titolo Intesa SanPaolo ha registrato una performance negativa (-56%) sostanzialmente il linea con il -55,5% dell'indice Mibtel; l'andamento ha seguito abbastanza fedelmente quello dell'indice del mercato: il massimo è stato raggiunto a maggio 2007 (+25,3% rispetto all'inizio del periodo) mentre nella successiva fase ribassista è stato capace di contenere le perdite a differenza di altri titoli bancari che sono scesi in misura molto maggiore rispetto agli indici.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività al 3% su tutto il periodo di previsione; - una crescita delle commissioni che passa dal 8% del 2009 al 3% di lungo periodo; - una progressiva riduzione del cost/income ratio dal 73% del 2009 al 59% di lungo periodo; Infine si prevede un tax rate stabile al 33% ed un'incidenza degli accantonamenti in progressiva discesa dallo 0,5% del 2009 allo 0,2% del 2013 ed anni successivi. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 2,5 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,11 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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20 analisi dal 5 giugno 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.