Intesa Sanpaolo — analisi del maggio 2013
Intesa Sanpaolo mostra un prezzo di mercato in linea con il fair value: il difficile contesto economico nazionale contribuirà a mantenere elevati gli accantonamenti su crediti e bassi i multipli sul patrimonio netto.
Profilo societario
Intesa Sanpaolo è tra i gruppi bancari più rilevanti in Europa, riconosciuto per il forte impegno verso gli obiettivi ESG e un impatto sociale ai massimi livelli globali. In Italia, l'istituto si distingue come leader nel settore, con 13,9 milioni di clienti e circa 3.000 filiali. A livello internazionale, la sua presenza strategica si estende a oltre 900 sportelli, servendo 7,5 milioni di clienti in Paesi del Centro-Est Europa, Medio Oriente e Nord Africa.
Dati finanziari
Nel triennio 2010-2012 Intesa SanPaolo ha mostrato una crescita del Margine di interesse del 2,3% mentre il Margine di Intermediazione è aumentato del 5,7%; positivo anche l'andamento del risultato di gestione in crescita del 21,8% mentre l'incremento degli accantonamenti su crediti ha penalizzato l'utile ante imposte (-24,5%) ed il risultato netto (-40,4%). La redditività del capitale (ROE) è scesa conseguentemente passando dal 5,1% al 3,3%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Intesa SanPaolo fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Intesa SanPaolo mostra una rischiosità superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e all'esposizione all'andamento dei mercati. Negli ultimi 3 anni il titolo Intesa SanPaolo ha registrato una performance negativa (-31,6%) rispetto al -11,5% dell'indice FTSE Mib; l'andamento ha seguito abbastanza da vicino quello dell'indice fino a febbraio 2011; successivamente si è registrata la sottoperformance con minimi a settembre 2011 e luglio 2012, da allora è iniziata una progressiva ripresa senza però restringere il distacco accumulato.
Comparables
nel raffronto tra le principali banche nazionali Intesa SanPaolo risulta la più cara se si considera il rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre è quella più a buon mercato sulla base del Price/Earnings; buono il rendimento da dividendi, prossimo al 3,5% ed il più elevato tra le banche incluse nel campione.
Opportunità
l'accesso ai finanziamenti della Bce ha permesso di ridurre il costo del funding
Rischi
il difficile contesto economico in Italia potrebbe rendere necessari nuovi pesanti accantonamenti su crediti
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività all'1% nel 2013 che si porta al 3% nel lungo periodo; - una crescita delle commissioni che passa dall'1% del 2013 al 3% del 2015 ed anni successivi; - una riduzione del cost/income ratio fino al 57% del 2016 ed anni successivi; Infine si prevede un tax rate stabile al 38% ed una progressiva crescita del payout fino al 45%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 1,34 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,07 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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