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Intesa Sanpaolo — analisi del aprile 2014

Dopo il forte incremento delle quotazioni degli ultimi mesi Intesa Sanpaolo sembra prossima al fair value, la banca sconta una forte ripresa della redditività con un rapporto tra prezzo e patrimonio netto molto più elevato di quello dei comparables.

Profilo societario

Intesa Sanpaolo è tra i gruppi bancari più rilevanti in Europa, riconosciuto per il forte impegno verso gli obiettivi ESG e un impatto sociale ai massimi livelli globali. In Italia, l'istituto si distingue come leader nel settore, con 13,9 milioni di clienti e circa 3.000 filiali. A livello internazionale, la sua presenza strategica si estende a oltre 900 sportelli, servendo 7,5 milioni di clienti in Paesi del Centro-Est Europa, Medio Oriente e Nord Africa.

Dati finanziari

Nel triennio 2011-2013 Intesa SanPaolo ha mostrato una crescita del Margine di interesse del 6,3% mentre il Margine di Intermediazione è aumentato del 12,4% spinto dal buon andamento di commissioni e proventi finanziari; positivo anche l'andamento del risultato di gestione in crescita del 21,3% mentre l'incremento degli accantonamenti su crediti e le rettifiche dell'avviamento hanno portato in rosso l'utile ante imposte (-4,8 miliardi) ed il risultato netto (-4,6 miliardi) entrambi in miglioramento dal 2011. La redditività del capitale (ROE) è risalita di quasi 7 punti passando dal -17% al -10,1%.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Intesa SanPaolo fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Intesa SanPaolo mostra una rischiosità superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e all'esposizione dei ricavi all'andamento dei mercati. Negli ultimi 3 anni il titolo Intesa SanPaolo ha registrato una performance del 17,4% rispetto al -2,8% dell'indice FTSE Mib; l'andamento ha seguito abbastanza da vicino quello dell'indice con una sottoperformance nelle fasi negative (minimi di settembre 2011 e luglio 2012) ed una sovraperformance in quelle positive, con una accelerazione negli ultimi 3 mesi.

Comparables

nel raffronto tra le principali banche nazionali Intesa SanPaolo risulta la più cara se si considera il rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre non è confrontabile sulla base del Price/Earnings avendo chiuso l'ultimo bialncio in perdita; il rendimento da dividendi, di poco superiore al 2%, è il più elevato tra le banche incluse nel campione ma piuttosto basso in termini assoluti.

Opportunità

ambizioso piano industriale che prevede un incremento della redditività fino al 10% entro il 2017 e la distribuzione di circa 10 miliardi di dividendi nei prossimi 4 anni

Rischi

andamento negativo dei mercati finanziari, debole crescita economica in Italia

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività al 2% nel 2014 e 3% a partire dal 2015; - una crescita delle commissioni che passa dal 5% del 2014 al 3% di lungo periodo; - una riduzione del cost/income ratio fino al 55% del 2018 ed anni successivi; Infine si prevedono: una progressiva riduzione dell'incidenza degli accantonamenti su crediti, un tax rate stabile al 38% ed una progressiva crescita del payout fino al 66%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 2,35 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,09 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Intesa Sanpaolo

20 analisi dal 5 giugno 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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