Intesa Sanpaolo — analisi del aprile 2016
Dopo la flessione dei prezzi registrata da inizio anno Intesa Sanpaolo sembra avere buoni margini di apprezzamento, potendo contare su una progressiva ripresa della redditività e su un rendimento da dividendi molto interessante.
Profilo societario
Intesa Sanpaolo è tra i gruppi bancari più rilevanti in Europa, riconosciuto per il forte impegno verso gli obiettivi ESG e un impatto sociale ai massimi livelli globali. In Italia, l'istituto si distingue come leader nel settore, con 13,9 milioni di clienti e circa 3.000 filiali. A livello internazionale, la sua presenza strategica si estende a oltre 900 sportelli, servendo 7,5 milioni di clienti in Paesi del Centro-Est Europa, Medio Oriente e Nord Africa.
Dati finanziari
Nel triennio 2013-2015 Intesa SanPaolo ha mostrato una diminuzione del Margine di interesse del 21,9% mentre il Margine di Intermediazione è sceso del 5,5% sostenuto dal buon andamento delle commissioni; sostanzialmente stabile il risultato di gestione a 6,9 miliardi(+0,6%), mentre l'utile ante imposte passa da un rosso di 4,8 miliardi ad un saldo positivo di 4,2 miliardi ed il risultato netto sale a 2,8 miliardi dai -4,6 miliardi del 2013. La redditività del capitale (ROE) è migliorata di quasi 16 punti passando dal -10,1% al 5,8%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Intesa SanPaolo fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Intesa SanPaolo mostra una rischiosità superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e alla dipendenza dei ricavi dall'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Intesa SanPaolo ha registrato una performance dell'80,3% rispetto al +10,2% dell'indice FTSE Mib; l'andamento è stato inizialmente positivo, con un guadagno di circa il 90% ai massimi di aprile 2014, seguito da una fase laterale, proseguita fino a gennaio 2015, ed un nuovo impulso positivo culminato nei massimi di luglio 2015 (+162% rispetto al dato di inizio periodo); da allora il trend è stato decrescente con una perdita di oltre il 30%.
Comparables
nel raffronto tra le principali banche italiane Intesa SanPaolo risulta la più cara sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre è nella media se si considera il Price/Earnings; il rendimento da dividendi, superiore al 5%, è il più elevato tra le banche incluse nel campione.
Opportunità
progressivo miglioramento della redditività (fino al 10% nel 2017) secondo il Piano di Impresa 2014-17 che prevede anche la distribuzione di dividendi per circa 10 miliardi nel periodo
Rischi
notevole esposizione al mercato italiano, andamento negativo dei mercati finanziari
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività che passa dal 4% nel 2016 al 3% di lungo periodo; - una crescita delle commissioni che passa dal 7% del 2016 al 3% del 2019 e seguenti; - una riduzione del cost/income ratio dal 57% del 2016 al 52% di lungo periodo; Infine si prevedono: una graduale riduzione dell'incidenza degli accantonamenti su crediti, un tax rate stabile al 34% ed una progressiva crescita del payout fino al 67%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 3,15 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,1 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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