Titolo della settimana

Intesa Sanpaolo — analisi del aprile 2018

Dopo la ripresa delle quotazioni degli ultimi 18 mesi Intesa Sanpaolo sembra non essere distante dal fair value, la banca potrà beneficiare di un rialzo dei tassi di mercato ma resta esposta al rischio Italia.

Profilo societario

Intesa Sanpaolo è tra i gruppi bancari più rilevanti in Europa, riconosciuto per il forte impegno verso gli obiettivi ESG e un impatto sociale ai massimi livelli globali. In Italia, l'istituto si distingue come leader nel settore, con 13,9 milioni di clienti e circa 3.000 filiali. A livello internazionale, la sua presenza strategica si estende a oltre 900 sportelli, servendo 7,5 milioni di clienti in Paesi del Centro-Est Europa, Medio Oriente e Nord Africa.

Dati finanziari

Nel triennio 2015-2017 Intesa SanPaolo ha mostrato una crescita del Margine di interesse del 3% mentre il Margine di Intermediazione è aumentato del 32,9%, grazie anche alla contabilizzazione del contributo pubblico di 3,5 miliardi per l'acquisizione delle ex-banche venete; in netto miglioramento il risultato di gestione a 10,9 miliardi (+87,7%) ed il risultato netto, più che raddoppiato a 7,35 miliardi (3,82 miliardi in assenza dei componenti straordinari). La redditività del capitale (ROE) è migliorata di oltre 7 punti passando dal 5,8% al 13%.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Intesa SanPaolo fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Intesa SanPaolo mostra una rischiosità superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e alla dipendenza dei ricavi dall'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Intesa SanPaolo ha registrato una performance del -0,3% in linea con il -0,4% dell'indice FTSE Mib: dopo aver toccato un massimo di periodo a luglio 2015, le azioni hanno seguito un trend decrescente arrivando a perdere oltre il 50% nel giro di un anno (minimi di luglio 2016); da allora è iniziata una ripresa che ha permesso di recuperare buona parte delle perdite e sembra tuttora in corso.

Comparables

nel raffronto tra le principali banche italiane Intesa SanPaolo risulta la più cara sia sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) che del multiplo Price/Earnings; buono il rendimento da dividendi, superiore al 6% ed il più elevato tra le banche incluse nel campione.

Opportunità

il possibile aumento dei tassi potrebbe favorire il margine di interesse da cui dipendono circa metà dei ricavi

Rischi

la notevole esposizione al mercato domestico la rende vulnerabile ad eventuali incrementi dello spread e del "rischio Italia"

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività che passa dal 4% nel 2018 al 3% di lungo periodo; - una crescita delle commissioni al 5% del 2018, 4% nel 2019 e 3% nel 2020 e seguenti; - una riduzione del cost/income ratio dal 58% del 2018 al 54,5% di lungo periodo; Infine si prevedono un tax rate stabile al 29% ed una progressiva diminuzione del payout fino al 67%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 3,12 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,12 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Intesa Sanpaolo

20 analisi dal 5 giugno 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

  1. Più recente
  2. · stai leggendo questa

Da leggere dopo