Intesa Sanpaolo — analisi del maggio 2021
Dopo i buoni risultati del primo trimestre 2021 Intesa Sanpaolo sembra avere un discreto margine di apprezzamento, la banca potrà contare sulle sinergie dalla fusione con Ubi Banca ma i multipli, nel contesto europeo, non sono tra i più interessanti.
Profilo societario
Intesa Sanpaolo è tra i gruppi bancari più rilevanti in Europa, riconosciuto per il forte impegno verso gli obiettivi ESG e un impatto sociale ai massimi livelli globali. In Italia, l'istituto si distingue come leader nel settore, con 13,9 milioni di clienti e circa 3.000 filiali. A livello internazionale, la sua presenza strategica si estende a oltre 900 sportelli, servendo 7,5 milioni di clienti in Paesi del Centro-Est Europa, Medio Oriente e Nord Africa.
Andamento del titolo
nel primo trimestre 2021 il margine di interesse ha raggiunto i 2009 milioni (+15% sui primi 3 mesi del 2020) mentre i proventi operativi sono cresciuti del 13,5% a 5605 milioni, il risultato di gestione è salito dell'8,2% a 2992 milioni mentre l'utile netto è aumentato del 31,7% a 1,52 miliardi.
Dati finanziari
Nel triennio 2018-2020 Intesa SanPaolo ha mostrato (grazie anche all'integrazione di Ubi Banca) una crescita del Margine di interesse del 2,5% mentre il Margine di Intermediazione è aumentato del 18,2% a 21,95 miliardi; sostanzialmente stabile il risultato di gestione a 7,6 miliardi (+0,6%) mentre il risultato netto è sceso del 19,3% a quota 3,29 miliardi. La redditività del capitale (ROE) è peggiorata di 2,5 punti passando dal 7,5% al 5%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Intesa SanPaolo fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Intesa SanPaolo mostra una rischiosità superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e alla dipendenza dei ricavi dall'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Intesa SanPaolo ha registrato una performance del -21,3% contro il +5% dell'indice FTSE Mib: dopo una fase negativa, continuata per tutta la seconda metà del 2018, il titolo ha avuto una parziale ripresa tra gennaio e aprile 2019 e, dopo una correzione a maggio, è tornato a crescere con regolarità da giugno 2019 a febbraio 2020. Lo scoppio della pandemia ha portato le quotazioni sui minimi di periodo in poco più di un mese ed il recupero dei successivi quattro mesi è in buona parte svanito a partire da agosto dello stesso anno; solo da novembre è iniziato un trend rialzista piuttosto regolare che sembra tuttora in corso.
Comparables
nel raffronto tra le principali banche europee Intesa SanPaolo risulta tra le più care sia sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) che se si considera il multiplo Price/Earnings; il rendimento da dividendi, prossimo all'1,5%, è tra i meno generosi delle aziende incluse nel campione.
Opportunità
sinergie dalla fusione con Ubi Banca
Rischi
aumento dello spread e del rischio Italia
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività che passa dal -0,5% nel 2021 al 2% di lungo periodo; - una crescita delle commissioni al 15% nel 2021 e 2% a partire dal 2022; - una riduzione del cost/income ratio dal 63,5% del 2021 al 60% di lungo periodo; Infine si prevedono un tax rate stabile al 27,5% ed un payout all'80%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 2,7 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,1 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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20 analisi dal 5 giugno 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.