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Intesa Sanpaolo — analisi del marzo 2019

Grazie ai buoni risultati di bilancio e all'elevato rendimento da dividendi Intesa Sanpaolo sembra costituire una scelta interessante tra le banche italiane anche se l'elevata esposizione al mercato domestico induce alla prudenza.

Profilo societario

Intesa Sanpaolo è tra i gruppi bancari più rilevanti in Europa, riconosciuto per il forte impegno verso gli obiettivi ESG e un impatto sociale ai massimi livelli globali. In Italia, l'istituto si distingue come leader nel settore, con 13,9 milioni di clienti e circa 3.000 filiali. A livello internazionale, la sua presenza strategica si estende a oltre 900 sportelli, servendo 7,5 milioni di clienti in Paesi del Centro-Est Europa, Medio Oriente e Nord Africa.

Dati finanziari

Nel triennio 2016-2018 Intesa SanPaolo ha mostrato una diminuzione del Margine di interesse del 17,3% mentre il Margine di Intermediazione è aumentato del 10,4%, grazie al buon andamento di commissioni e proventi finanziari; crescita a due cifre anche per il risultato di gestione a 7,56 miliardi (+23%) ed il risultato netto che supera quota 4 miliardi (+27,3%). La redditività del capitale (ROE) è migliorata di 1 punto passando dal 6,5% al 7,5%.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Intesa SanPaolo fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Intesa SanPaolo mostra una rischiosità superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e alla dipendenza dei ricavi dall'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Intesa SanPaolo ha registrato una performance del -5,4% contro il +21,6% dell'indice FTSE Mib: dopo aver toccato un minimo di periodo a luglio 2016, le azioni hanno seguito un trend rialzista che le ha portate ad un sostanziale raddoppio in poco meno di due anni (massimi di maggio 2018); da allora è iniziata una forte correzione che ha riportato, a dicembre 2018, in prossimità dei precedenti minimi; parziale ripresa da inizio 2019.

Comparables

nel raffronto tra le principali banche italiane Intesa SanPaolo risulta la più cara sia sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) che del multiplo Price/Earnings; buono il rendimento da dividendi, superiore al 9% ed il più elevato tra le banche incluse nel campione.

Opportunità

miglioramento dell'efficienza grazie al contenimento dei costi in linea con quanto previsto dal Piano Industriale

Rischi

notevole esposizione al mercato domestico che rende la banca vulnerabile ad eventuali incrementi del "rischio Italia"

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività che passa dall'1% nel 2019 al 2% di lungo periodo; - una crescita delle commissioni al 3% su tutto il periodo di previsione; - una riduzione del cost/income ratio dal 59% del 2019 al 56% di lungo periodo; Infine si prevedono un tax rate stabile al 29,5% ed una progressiva diminuzione del payout fino al 67%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 3 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,11 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Intesa Sanpaolo

20 analisi dal 5 giugno 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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