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Intesa SanPaolo — analisi del aprile 2010

Intesa Sanpaolo ha buoni margini di apprezzamento e sembra essere stata ingiustamente penalizzata dal mercato. La banca risulta interessante anche se raffrontata coi principali comparables ed ha un buon rendimento da dividendi.

Profilo societario

Intesa Sanpaolo è tra i gruppi bancari più rilevanti in Europa, riconosciuto per il forte impegno verso gli obiettivi ESG e un impatto sociale ai massimi livelli globali. In Italia, l'istituto si distingue come leader nel settore, con 13,9 milioni di clienti e circa 3.000 filiali. A livello internazionale, la sua presenza strategica si estende a oltre 900 sportelli, servendo 7,5 milioni di clienti in Paesi del Centro-Est Europa, Medio Oriente e Nord Africa.

Dati finanziari

Nel triennio 2007-2009 Intesa SanPaolo ha mostrato una crescita del Margine di Intermediazione del 4,3% mentre il Risultato di Gestione è salito del 18,9%; in calo invece l'utile netto, passato da 7356 a 2938 milioni di Euro. La redditività del capitale (ROE) ha perso quasi 10 punti passando dal 14% al 5,5%.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Intesa SanPaolo fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Intesa SanPaolo mostra una rischiosità superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario, particolarmente esposto alle variazioni dei mercati negli ultimi mesi. Negli ultimi 3 anni il titolo Intesa SanPaolo ha registrato una performance negativa (-56,5%) rispetto al -48,3% dell'indice FTSE Mib; l'andamento ha seguito abbastanza fedelmente quello dell'indice con un trend decrescente fino a marzo 2009 ed una successiva ripresa; buona parte della sottoperformance si è generata da inizio 2010, periodo nel quale il titolo ha perso il 15% circa a fronte di un mercato sostanzialmente stabile.

Comparables

nel raffronto tra le principali banche nazionali Intesa SanPaolo risulta la più interessante sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) mentre è nella media del campione se si considera il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); il rendimento da dividendi, prossimo al 3%, è il più alto tra i comparables considerati.

Opportunità

potrà sfruttare i buoni requisiti patrimoniali per tornare a crescere non appena si manifesterà la ripresa del ciclo economico

Rischi

compressione del margine di interesse (la maggiore fonte di ricavi) dovuta ai bassi tassi di mercato

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività al 1% nel 2010 e al 3% negli anni successivi; - una crescita delle commissioni che passa dal 8% del 2010 al 3% di lungo periodo; - una riduzione del cost/income ratio di 3 punti nel periodo 2010-2013; Infine si prevede un tax rate stabile al 33% ed un'incidenza degli accantonamenti in progressiva discesa dallo 0,5% del 2010 allo 0,25% del 2012 ed anni successivi. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 3,15 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,13 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Intesa Sanpaolo

20 analisi dal 5 giugno 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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