Ubi Banca
Ubi Banca ha un fair value in linea con gli ultimi prezzi di mercato. La banca risulta correttamente valutata anche se raffrontata coi principali comparables sulla base dei multipli (buono il rendimento da dividendi).
Profilo societario
UBI Banca è il quinto Gruppo Bancario in Italia per numero di sportelli, con una quota di mercato superiore al 5% e una presenza significativa nelle regioni a più alto potenziale del Paese. UBI Banca è un Gruppo bancario quotato alla Borsa di Milano e incluso nell'indice FTSE MIB.
Dati finanziari
Nel triennio 2007-2009 Ubi Banca ha registrato una diminuzione del Margine di Intermediazione del 3,9% mentre il Risultato di Gestione è sceso del 9,2%; più marcata la flessione del risultato lordo (-63,7%) penalizzato dai maggiori accantonamenti su crediti mentre l'utile netto è arrivato a perdere oltre il 70% a 287 milioni di Euro. La redditività del capitale è scesa conseguentemente con il ROE che è passato dal 7,6% al 2,3%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Ubi Banca fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Ubi Banca mostra una rischiosità inferiore a quella del mercato (beta inferiore ad 1) risultato della limitata esposizione ad attività rischiose e della dimensione regionale. Negli ultimi 3 anni il titolo Ubi Banca ha registrato una performance negativa (-58,3%) inferiore al -50,5% dell'indice FTSE Mib; l'andamento del triennio ha ricalcato abbastanza da vicino quello del mercato con un iniziale trend decrescente, il minimo a marzo 2009 ma una successiva ripresa più debole di quella media del mercato.
Comparables
nel raffronto tra le principali banche regionali italiane Ubi Banca risulta la più cara sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) mentre è nella media del campione se si considera il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) ed offre il più elevato rendimento da dividendi (oltre il 3%) tra i comparables considerati.
Opportunità
potrà sfruttare il buon posizionamento geografico e i buoni requisiti patrimoniali per tornare a crescere con acquisizioni mirate
Rischi
compressione del margine di interesse dovuta ai bassi tassi di mercato
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività al 2% nel 2010, 3% nel 2011 ed in seguito al 4%; - una crescita delle commissioni che passa dal 5% del 2010 al 3% di lungo periodo; - un cost/income ratio in diminuzione al 66% del 2010 al 65% nel 2011 ed anni successivi; Infine si prevede un tax rate in progressiva diminuzione al 38% ed un'incidenza degli accantonamenti sulle attività in calo allo 0,25% dallo 0,7% del 2010. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 10,1 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,7 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.