Intesa Sanpaolo — analisi del maggio 2011
L'annunciato aumento di capitale da 5 miliardi renderà Intesa Sanpaolo molto solida ma potrebbe compromettere la redditività aziendale (Roe), il fair value calcolato con il nostro modello non si discosta molto dagli ultimi prezzi di mercato.
Profilo societario
Intesa Sanpaolo è tra i gruppi bancari più rilevanti in Europa, riconosciuto per il forte impegno verso gli obiettivi ESG e un impatto sociale ai massimi livelli globali. In Italia, l'istituto si distingue come leader nel settore, con 13,9 milioni di clienti e circa 3.000 filiali. A livello internazionale, la sua presenza strategica si estende a oltre 900 sportelli, servendo 7,5 milioni di clienti in Paesi del Centro-Est Europa, Medio Oriente e Nord Africa.
Dati finanziari
Nel triennio 2008-2010 Intesa SanPaolo ha mostrato una diminuzione del Margine di interesse del 14,5% mentre il Margine di Intermediazione ha limitato la flessione al 4,3%; buona la crescita del Risultato di Gestione (+48,5%) e dell'utile ante imposte (+87,8%) e lieve crescita per il risultato netto (+5,9%). La redditività del capitale (ROE) diminuisce frazionalmente passando dal 5,4% al 5,1%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Intesa SanPaolo fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Intesa SanPaolo mostra una rischiosità superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e all'esposizione all'andamento dei mercati. Negli ultimi 3 anni il titolo Intesa SanPaolo ha registrato una performance negativa (-50,8%) rispetto al -33,5% dell'indice FTSE Mib; l'andamento ha seguito abbastanza da vicino quello dell'indice sia durante la fase negativa dei mercati che nella successiva ripresa; a partire dal 2010 tuttavia il titolo ha iniziato a perdere contatto con l'indice accumulando un distacco che si è progressivamente accumulato arrivando a sfiorare i 20 punti percentuali.
Comparables
nel raffronto tra le principali banche nazionali Intesa SanPaolo risulta nella media del campione sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) mentre è la più cara se si considera il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); buono il rendimento da dividendi, il più alto tra le società considerate.
Opportunità
l'aumento di capitale da 5 miliardi di euro fornirà risorse fresche e ne farà la banca nazionale coi migliori indicatori di solidità patrimoniale
Rischi
possibile compressione della redditività almeno nei primi anni post aumento di capitale
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività al 5% nel 2011 che si riduce fino al 3% di lungo periodo; - una crescita delle commissioni che passa dal 6% del primo biennio al 3% del 2015 ed anni successivi; - una riduzione del cost/income ratio di 5 punti nel periodo 2011-2014; Infine si prevede un tax rate stabile al 33% ed un'incidenza degli accantonamenti in calo discesa allo 0,25% nel 2012 ed anni successivi. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 2,55 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,12 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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20 analisi dal 5 giugno 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.