Intesa Sanpaolo — analisi del maggio 2012
I buoni risultati del primo trimestre riportano ottimismo su Intesa Sanpaolo che mantiene buoni fondamentali e un'ottima solidità patrimoniale ma restano ancora incognite legate all'evoluzione della crisi dell'euro.
Profilo societario
Intesa Sanpaolo è tra i gruppi bancari più rilevanti in Europa, riconosciuto per il forte impegno verso gli obiettivi ESG e un impatto sociale ai massimi livelli globali. In Italia, l'istituto si distingue come leader nel settore, con 13,9 milioni di clienti e circa 3.000 filiali. A livello internazionale, la sua presenza strategica si estende a oltre 900 sportelli, servendo 7,5 milioni di clienti in Paesi del Centro-Est Europa, Medio Oriente e Nord Africa.
Andamento del titolo
nei primi 3 mesi del 2012 il margine di interesse è cresciuto del 4,6% a 2501 milioni di Euro mentre i proventi operativi sono aumentati del 14,5% a 4813 milioni spinti dal risultato dell’attività di negoziazione più che raddoppiato; il risultato di gestione è salito del 32,8% a 2606 milioni di Euro e il risultato netto è passato da 661 a 804 milioni (+21,6% sullo stesso periodo del 2011).
Dati finanziari
Nel triennio 2009-2011 Intesa SanPaolo ha mostrato una diminuzione del Margine di interesse del 4,5% mentre il Margine di Intermediazione ha perso l'8,1%; la pesante svalutazione dell'avviamento ha portato in rosso gli altri risultati, dall'utile ante imposte (-9,5 miliardi) al risultato netto (-8,1 miliardi). La redditività del capitale (ROE) è scesa conseguentemente passando dal 5,5% al -17%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Intesa SanPaolo fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Intesa SanPaolo mostra una rischiosità superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e all'esposizione all'andamento dei mercati. Negli ultimi 3 anni il titolo Intesa SanPaolo ha registrato una performance negativa (-57,6%) rispetto al -34,4% dell'indice FTSE Mib; l'andamento ha seguito abbastanza da vicino quello dell'indice fino a marzo 2010; successivamente si è registrata la sottoperformance che è stata particolarmente evidente nelle fasi più acute della crisi del debito sovrano.
Comparables
nel raffronto tra le principali banche nazionali Intesa SanPaolo risulta la più cara se si considera il rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre non è significativo il rapporto Price/Earnings (tutti gli isituti hanno chiuso in rosso il bilancio 2011); buono il rendimento da dividendi, prossimo al 5% ed unica banca tra quelle del campione ad averlo distribuito.
Opportunità
l'ottima solidità patrimoniale consentirà di far ripartire la crescita di attività e margini una volta terminata l'attuale fase di crisi
Rischi
aggravarsi della crisi dell'Euro
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività al 4% nel 2012 che si riduce fino al 3% di lungo periodo; - una crescita delle commissioni che passa dal 6% medio del biennio 2012-2013 al 3% del 2015 ed anni successivi; - una riduzione del cost/income ratio fino al 60,5% del 2014 ed anni successivi; Infine si prevede un tax rate stabile al 35% ed una progressiva crescita del payout fino al 45%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 1,39 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,07 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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