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Intesa Sanpaolo — analisi del aprile 2017

Intesa Sanpaolo si conferma come una delle più solide realtà del panorama bancario nazionale, capace di garantire un interessante rendimento da dividendi ma le possibilità di crescita dei prezzi restano frenate dall'eccessiva esposizione al mercato domest

Profilo societario

Intesa Sanpaolo è tra i gruppi bancari più rilevanti in Europa, riconosciuto per il forte impegno verso gli obiettivi ESG e un impatto sociale ai massimi livelli globali. In Italia, l'istituto si distingue come leader nel settore, con 13,9 milioni di clienti e circa 3.000 filiali. A livello internazionale, la sua presenza strategica si estende a oltre 900 sportelli, servendo 7,5 milioni di clienti in Paesi del Centro-Est Europa, Medio Oriente e Nord Africa.

Dati finanziari

Nel triennio 2014-2016 Intesa SanPaolo ha mostrato una diminuzione del Margine di interesse del 12,1% mentre il Margine di Intermediazione è sceso del 4,2% sostenuto dal buon andamento delle commissioni e dei proventi finanziari; in calo anche il risultato di gestione a 6,1 miliardi(-14,7%), mentre l'utile ante imposte è passato da 2,96 a 4,2 miliardi (+41,9%) ed il risultato netto è più che raddoppiato a 3,2 miliardi grazie ai minori accantonamenti su crediti. La redditività del capitale (ROE) è migliorata di oltre 3 punti passando dal 2,9% al 6,5%.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Intesa SanPaolo fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Intesa SanPaolo mostra una rischiosità superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e alla dipendenza dei ricavi dall'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Intesa SanPaolo ha registrato una performance del 4,6% rispetto al -6,1% dell'indice FTSE Mib: dopo una iniziale fase laterale, proseguita fino a gennaio 2015, il titolo ha avuto un andamento positivo culminato nei massimi di luglio 2015 (+46,5% rispetto al dato di inizio periodo), seguito da un trend decrescente durato circa un anno con un minimo a luglio 2016; parziale ripresa negli ultimi mesi, anche se piuttosto incerta e interrotta più volte da profonde correzioni.

Comparables

nel raffronto tra le principali banche italiane Intesa SanPaolo risulta la più cara sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre è non è possibile effettuare un confronto sul Price/Earnings essendo l'unica che ha registrato un risultato netto positivo nel 2016; il rendimento da dividendi, superiore al 7%, è il più elevato tra le banche incluse nel campione.

Opportunità

il possibile aumento dei tassi di interesse potrebbe favorire il margine di interesse da cui dipendono oltre metà dei ricavi

Rischi

la notevole esposizione al mercato domestico la rende vulnerabile ad eventuali incrementi dello spread e del "rischio Italia"

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività che passa dal 5% nel 2017 al 3% di lungo periodo; - una crescita delle commissioni al 2% del 2017 e 3% nel 2018 e seguenti; - una riduzione del cost/income ratio dal 50% del 2017 al 55% di lungo periodo; Infine si prevedono un tax rate stabile al 30% ed una progressiva diminuzione del payout fino al 67%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 2,68 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,11 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Intesa Sanpaolo

20 analisi dal 5 giugno 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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