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Enel — analisi del maggio 2013

Enel sembra avere un discreto potenziale rialzista potendo contare sulla diminuzione dei tassi e su un multiplo sul patrimonio netto molto contenuto rispetto ai principali comparables europei.

Profilo societario

Enel è una società italiana che si distingue per la sua diversificazione nei settori dell'energia elettrica e del gas. L'azienda opera principalmente in Italia, Spagna e America Latina, dove si occupa di generazione di energia, gestione delle reti elettriche e distribuzione di gas ed elettricità.

Dati finanziari

Nel triennio 2010-2012 Enel ha mostrato una crescita del fatturato del 15,7% mentre il margine operativo lordo è diminuito del 4,5% in presenza di margini sulle vendite in calo di oltre 4 punti. Flessione più marcata per il risultato operativo (-31,6%) a causa dei maggiori accantonamenti mentre l'utile netto si è più che dimezzato penalizzato dell'incremento del tax rate. La redditività del capitale ha subito una forte flessione a livello di ROE, passato dal 10,6% al 3,9%, mentre il ROI ha perso 3,3 punti al 7,8%. L'indebitamento finanziario netto si è ridotto di 2 miliardi con un debt to equity passato da 0,84 a 0,81.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Enel fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Enel mostra una rischiosità in linea con la media del mercato (beta prossimo a 1) determinata dalla presenza in un settore caratterizzato dalla stabilità dei cash flow e dalla diversificazione geografica delle attività. Negli ultimi 3 anni il titolo Enel ha registrato una performance negativa (-17,8%) rispetto al -14,5% dell'indice FTSE Mib: il titolo ha sempre seguito l'indice da vicino, con l'esclusione dei primi mesi del 2011 in cui ha sovraperformato nettamente il mercato; negativo l'andamento da inizio 2013.

Comparables

tra le utilities europee operanti nel settore della produzione e distribuzione di energia elettrica Enel risulta la più conveniente sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre è quella più cara se si considera il Price/Earnings (Prezzo/Utili); il rendimento da dividendi, poco sopra al 5%, è il più basso tra le aziende del campione.

Opportunità

riduzione del costo medio del debito, sviluppo nelle fonti rinnovabili (grazie alla controllata Enel Green Power)

Rischi

pressione sui margini, forte esposizione ai paesi in maggiore difficoltà economica (Italia e Spagna) all'interno dell'Unione Europea

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi all'1% nel 2013, 2% nel 2014 e 1% nel lungo periodo; - margini sulle vendite stabili al 19% su tutto il periodo di previsione; - un ROI di lungo periodo del 10,2% Infine si prevedono un tax rate al 45%, un costo del debito medio del 6,5% ed un payout in progressiva crescita al 60%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 3,5 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,45 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Enel

20 analisi dal 27 settembre 2006, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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