Unicredit — analisi del aprile 2013
Dopo la ripresa degli ultimi mesi Unicredit sembra non essere distante dal fair value: lo scenario resta complesso specie per quanto riguarda le sofferenze su crediti che potranno essere controbilanciate solo in parte da plusvalenze sul portafoglio titoli
Profilo societario
UniCredit è una banca paneuropea con un'ampia presenza in Italia, Germania, Europa Centrale ed Europa Orientale. Servendo circa 15 milioni di clienti a livello globale, l'istituto è organizzato in quattro principali regioni geografiche e tre divisioni prodotto: Corporate, Individual e Group Payments Solutions. UniCredit si distingue per un modello di servizio che unisce digitalizzazione e principi ESG (Environmental, Social, and Governance). Con una forza lavoro di circa 77.000 dipendenti, la banca è presente attraverso 13 istituti leader distribuiti in tutta Europa..
Dati finanziari
Nel triennio 2010-2012 Unicredit ha mostrato una flessione del Margine di Interesse del 14,9% mentre il Margine di Intermediazione è diminuito del 4,4%. Il Risultato di Gestione è rimasto stabile a quota 9,4 miliardi e l'utile di esercizio è passato da 1,6 a 1,2 miliardi (-25,7%). La redditività del capitale (ROE) ha perso circa mezzo punto all'1,8%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Unicredit fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Unicredit mostra una rischiosità più alta della media del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e alla correlazione dei ricavi all'andamento dei mercati. Negli ultimi 3 anni il titolo Unicredit ha registrato una performance negativa: -63,5% contro il -12,1% dell'indice FTSE Mib; dopo una fase positiva che ha portato le azioni a guadagnare oltre il 40% (massimi di luglio 2010) è iniziato un trend negativo che è diventato particolarmente intenso tra febbraio 2011 e gennaio 2012 con la perdita di oltre l'80%; dopo aver toccato nuovamente i minimi a maggio e luglio 2012 è iniziato un trend moderatamente positivo che sembra tuttora in corso.
Comparables
nel raffronto tra le principali banche nazionali Unicredit risulta nella media del campione sia sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) che del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); nella media anche il rendimento da dividendi anche se piuttosto basso in termini assoluti.
Opportunità
plusvalenze sul portafoglio titoli governativi grazie alla riduzione degli spread
Rischi
possibili nuovi pesanti accantonamenti su crediti a causa del perdurare della recessione economica
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività del 2% su tutto il periodo di previsione; - una crescita delle commissioni al 3%; - un cost/income ratio in progressiva diminuzione fino al 62% di lungo periodo; Infine si prevede un tax rate stabile al 33% ed un'incidenza degli accantonamenti su crediti in diminuzione dallo 0,70% del 2013 allo 0,40% di lungo periodo. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 4,07 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,25 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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18 analisi dal 16 aprile 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.