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Unicredit — analisi del dicembre 2018

Dopo la forte correzione degli ultimi mesi Unicredit sembra trattare nettamente a sconto sul fair value; la società può contare su multipli contenuti ed una buona redditività ma è esposta al rischio paese e ad un rallentamento della crescita.

Profilo societario

UniCredit è una banca paneuropea con un'ampia presenza in Italia, Germania, Europa Centrale ed Europa Orientale. Servendo circa 15 milioni di clienti a livello globale, l'istituto è organizzato in quattro principali regioni geografiche e tre divisioni prodotto: Corporate, Individual e Group Payments Solutions. UniCredit si distingue per un modello di servizio che unisce digitalizzazione e principi ESG (Environmental, Social, and Governance). Con una forza lavoro di circa 77.000 dipendenti, la banca è presente attraverso 13 istituti leader distribuiti in tutta Europa..

Andamento del titolo

nei primi 9 mesi del 2018 il margine di interesse è cresciuto dell’1,2% a 8079 milioni di Euro mentre il totale ricavi è passato da 15036 a 14868 milioni (-1,1%); bene il risultato di gestione a 6887 milioni di Euro (+6,1%) ma netta flessione per il risultato netto, più che dimezzato a 2165 milioni, anche a causa di svalutazioni straordinarie.

Dati finanziari

Nel triennio 2015-2017 Unicredit ha registrato (anche a seguito delle cessioni effettuate) una flessione del Margine di Interesse dell'11,8% mentre il Margine di Intermediazione è diminuito del 14,4% a 19,76 miliardi. Andamento negativo anche per il Risultato di Gestione, passato da 6,4 a 6 miliardi (-6,4%) mentre l'utile di esercizio è quasi triplicato a 5,47 miliardi beneficiando di 2,7 miliardi di componenti non ricorrenti. La redditività del capitale (ROE) è migliorata di quasi 6 punti al 9,6%.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Unicredit fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Unicredit mostra una rischiosità più alta della media del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e alla elevata correlazione dei ricavi all'andamento dei mercati. Negli ultimi 3 anni il titolo Unicredit ha registrato una performance negativa (-57,3%) contro il -11,8% dell'indice FTSE Mib; il titolo ha avuto un trend negativo fino a luglio 2016, perdendo oltre il 60% in poco più di sei mesi. In seguito è iniziata una ripresa che non è andata oltre i massimi relativi di settembre 2017, avvicinati più volte nei mesi successivi ma abbandonati definitivamente a maggio 2018 quando è iniziato un nuovo trend negativo che sembra essere tuttora in corso.

Comparables

nel raffronto tra le principali banche nazionali Unicredit risulta tra gli istituti più a buon mercato sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo/Utili) mentre è nella media se si considera il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); buono ma non tra i più elevati il rendimento da dividendi.

Opportunità

riduzione dei costi, grazie all'attuazione del piano industriale, e massimizzazione del valore con la cessione di partecipazioni non strategiche

Rischi

aumento dello spread e del rischio Italia, rallentamento dell'economia Europea che potrebbe comportare maggiori sofferenze su crediti

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività che passa dal -0,5% del 2018 al 2,5% di lungo periodo; - una crescita delle commissioni al 2% nel 2018, 4% nel biennio successivo e 2,5% a partire dal 2023; - un cost/income ratio in progressiva diminuzione fino al 58% del 2024 e seguenti; Infine si prevedono un tax rate al 26%, un'incidenza degli accantonamenti su crediti in calo allo 0,18% ed un payout in progressiva crescita. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 19 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,7 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Unicredit

18 analisi dal 16 aprile 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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