Unicredit — analisi del dicembre 2021
Nonostante un trend crescente che continua da oltre un anno, Unicredit conserva buoni margini di rivalutazione, la banca dovrebbe essere favorita dalla ripresa dei tassi mentre resta più vulnerabile sui ricavi da commissioni dopo la cessione di FinecoBank
Profilo societario
UniCredit è una banca paneuropea con un'ampia presenza in Italia, Germania, Europa Centrale ed Europa Orientale. Servendo circa 15 milioni di clienti a livello globale, l'istituto è organizzato in quattro principali regioni geografiche e tre divisioni prodotto: Corporate, Individual e Group Payments Solutions. UniCredit si distingue per un modello di servizio che unisce digitalizzazione e principi ESG (Environmental, Social, and Governance). Con una forza lavoro di circa 77.000 dipendenti, la banca è presente attraverso 13 istituti leader distribuiti in tutta Europa..
Andamento del titolo
nei primi 9 mesi del 2021 i ricavi sono aumentati del 4,8% a 13518 milioni di Euro, il risultato di gestione è più che raddoppiato a 5370 milioni mentre il risultato netto è passato da -1606 a +2979 milioni, netto miglioramento anche per l'utile netto underlying, passato da 1060 a 3091 milioni.
Dati finanziari
Nel triennio 2018-2020 Unicredit ha registrato una diminuzione del 24,7% del Margine di Interesse mentre il Margine di Intermediazione è sceso del 19% a 15,4 miliardi. Più che dimezzato il Risultato di Gestione, passato da 6,04 a 2,56 miliardi a seguito della maggiore incidenza dei costi operativi, mentre l'utile di esercizio è passato da 4,11 a -2,78 miliardi principalmente a causa dei maggiori accantonamenti su crediti. La redditività del capitale (ROE) è scesa di conseguenza, passando dal 7,2% al -4,6%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Unicredit fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Unicredit mostra una rischiosità più alta della media del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e alla elevata correlazione dei ricavi all'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Unicredit ha registrato una performance del 3%, nettamente inferiore al +37,2% dell'indice FTSE Mib; le azioni hanno toccato un primo massimo ad aprile 2019 e, dopo una correzione di alcuni mesi, hanno ripreso a salire a partire da agosto proseguendo lo spunto rialzista fino a febbraio 2020. Lo scoppio della crisi sanitaria ha causato una violenta correzione tra febbraio e maggio 2020 e, dopo una breve ripresa, le azioni hanno avvicinato i precedenti minimi ad ottobre dello stesso anno. Da allora è iniziata una ripresa, intervallata da periodiche correzioni, che sembra essere tuttora in corso.
Comparables
nel raffronto tra le principali banche nazionali Unicredit risulta nella media sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre non è significativo il Price/Earnings (Prezzo/Utili) avendo la società chiuso in perdita l'esercizio 2020; piuttosto contenuto il rendimento da dividendi ed il più basso tra le banche incluse nel campione.
Opportunità
il margine di interesse dovrebbe beneficiare della progressiva risalita dei tassi di interesse
Rischi
la cessione di FinecoBank ha indebolito la banca nei segmenti del risparmio gestito e online
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività che passa dal 2% del 2021-22 all'1% del 2023 e seguenti; - una crescita delle commissioni al 10% nel 2021, 3% nel 2022 e 1% nel lungo periodo; - un cost/income ratio in progressiva diminuzione fino al 66% del 2024 e seguenti; Infine si prevedono un tax rate al 26,5% ed un payout in progressiva crescita fino al 72%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 12,95 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,57 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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