Unicredit — analisi del aprile 2008
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di una delle principali banche nazionali quotate a Piazza Affari
Profilo societario
UniCredit è una banca paneuropea con un'ampia presenza in Italia, Germania, Europa Centrale ed Europa Orientale. Servendo circa 15 milioni di clienti a livello globale, l'istituto è organizzato in quattro principali regioni geografiche e tre divisioni prodotto: Corporate, Individual e Group Payments Solutions. UniCredit si distingue per un modello di servizio che unisce digitalizzazione e principi ESG (Environmental, Social, and Governance). Con una forza lavoro di circa 77.000 dipendenti, la banca è presente attraverso 13 istituti leader distribuiti in tutta Europa..
Dati finanziari
Nel biennio 2006-2007 (i dati del 2005 non sono significativi in quanto non tengono conto dell'integrazione di Capitalia) Unicredit ha mostrato un incremento del Margine di Intermediazione del 2% mentre il Risultato di Gestione è cresciuto del 11,1%; l'utile è sostanzialmente stabile a 7,3 miliardi di Euro così come la redditività del capitale (il ROE è passato dal 11,7% al 11,8%).
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Unicredit fanno parte del paniere S&P/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Unicredit mostra una rischiosità più alta della media del mercato (beta maggiore di 1) a causa della notevole esposizione ai segmenti corporate banking e asset management. Negli ultimi 3 anni il titolo Unicredit ha registrato una performance del 10,9% contro l'8,8% dell'indice Mibtel; l'andamento del triennio può essere diviso in due sottoperiodi: - aprile 2005 - aprile 2007 nel quale il titolo ha registrato una performance del 74,8% contro il 44,3% dell'indice Mibtel; - maggio 2007 - aprile 2008 caratterizzato da una flessione (-36,5%) che ha riavvicinato l'andamento del periodo a quello del mercato
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività al 5% nei primi due anni di previsione e al 4% nei successivi; - una crescita delle commissioni che passa dal -5% del 2008 al 4% di lungo periodo; - una riduzione del cost/income ratio di 2 punti in ognuno degli anni nel periodo 2008-2010 (al 53% di lungo periodo); Infine si prevede un tax rate stabile al 35% su tutto il periodo di previsione ed un'incidenza degli accantonamenti sulle attività pari allo 0,26%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 6,9 € che tende a crescere (ridursi) di 0,25 € per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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18 analisi dal 16 aprile 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.