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Unicredit — analisi del aprile 2012

Unicredit sembra essere stata penalizzata eccessivamente dal mercato ed ha ampi spazi di apprezzamento anche nell'ipotesi di ritorno ad una redditività di lungo periodo inferiore al costo del capitale.

Profilo societario

UniCredit è una banca paneuropea con un'ampia presenza in Italia, Germania, Europa Centrale ed Europa Orientale. Servendo circa 15 milioni di clienti a livello globale, l'istituto è organizzato in quattro principali regioni geografiche e tre divisioni prodotto: Corporate, Individual e Group Payments Solutions. UniCredit si distingue per un modello di servizio che unisce digitalizzazione e principi ESG (Environmental, Social, and Governance). Con una forza lavoro di circa 77.000 dipendenti, la banca è presente attraverso 13 istituti leader distribuiti in tutta Europa..

Dati finanziari

Nel triennio 2009-2011 Unicredit ha mostrato una flessione del Margine di Interesse del 10,1% mentre il Margine di Intermediazione è diminuito dell'8,2%. Il Risultato di Gestione è passato da un utile di 11,1 miliardi a un rosso di 1,3 miliardi a causa delle svalutazioni dell'avviamento effettuate nel 2011, stessa cosa per l'utile (da 2 miliardi a -8,8 miliardi). La redditività del capitale (ROE) è passata dal 3,2% al -16,1%.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Unicredit fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Unicredit mostra una rischiosità più alta della media del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e alla correlazione dei ricavi all'andamento dei mercati. Negli ultimi 3 anni il titolo Unicredit ha registrato una performance negativa: -74,5% contro il -27,9% dell'indice FTSE Mib; dopo una fase positiva che ha portato le azioni a guadagnare oltre il 40% (massimi di ottobre 2009) è iniziato un trend negativo dapprima intervallato da fasi di ripresa dei corsi poi, a partire da aprile 2011, decisamente orientato al ribasso con una flessione di oltre il 60% in circa 6 mesi. Anche nella prima parte del 2012 il titolo ha avuto una performance negativa, perdendo quasi il 30% con gli ultimi prezzi di poco sopra i minimi registrati a gennaio.

Comparables

nel raffronto tra le principali banche nazionali Unicredit risulta nella media del campione sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre non è possibile effettuare un confronto sul Price/Earnings (Prezzo Utili) dal momento che tutte le banche del campione hanno chiuso i conti 2011 in perdita; nullo il rendimento da dividendi.

Opportunità

riduzione del costo del funding grazie al programma LTRO della Bce

Rischi

accantonamenti su crediti crescenti dovuti alla recessione economica

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività dell'1% nel 2012 e del 2% negli anni seguenti; - una crescita delle commissioni e proventi da operazioni finanziarie che passa dal 2% del del 2012 al 4% medio del triennio 2013-2015 al 3% di lungo periodo; - un cost/income ratio in progressivo miglioramento al 65,5% del 2013 e seguenti; Infine si prevede un tax rate stabile al 33% ed un'incidenza degli accantonamenti su crediti in diminuzione dallo 0,60% del 2012 allo 0,35% di lungo periodo. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 5 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,23 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Unicredit

18 analisi dal 16 aprile 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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