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Unicredit — analisi del dicembre 2016

Dopo aver perso quasi il 60% da inizio anno Unicredit sembra avere un buon potenziale di rivalutazione ma l'incertezza sulle modalità del prossimo aumento di capitale condizionerà ancora il titolo nel breve periodo.

Profilo societario

UniCredit è una banca paneuropea con un'ampia presenza in Italia, Germania, Europa Centrale ed Europa Orientale. Servendo circa 15 milioni di clienti a livello globale, l'istituto è organizzato in quattro principali regioni geografiche e tre divisioni prodotto: Corporate, Individual e Group Payments Solutions. UniCredit si distingue per un modello di servizio che unisce digitalizzazione e principi ESG (Environmental, Social, and Governance). Con una forza lavoro di circa 77.000 dipendenti, la banca è presente attraverso 13 istituti leader distribuiti in tutta Europa..

Andamento del titolo

nei primi 9 mesi del 2016 gli interessi netti sono diminuiti del 2,7% a 8644 milioni mentre i ricavi sono aumentati dell'1,5% sostenuti dal buon andamento dei proventi da negoziazione (+35,6%), in crescita il risultato di gestione (+10,4% a 7263 milioni) mentre il risultato netto è passato da 1541 a 1768 milioni (+14,7%).

Dati finanziari

Nel triennio 2013-2015 Unicredit ha mostrato una flessione del Margine di Interesse del 2,2% mentre il Margine di Intermediazione è diminuito del 9,9%. Il Risultato di Gestione è passato da 6,3 a 6,4 miliardi (+1,5%) mentre l'utile di esercizio è passato da un rosso di 13,58 (dovuto ai forti accantonamenti su crediti) ad un saldo positivo di 2,05 miliardi. La redditività del capitale (ROE) è migliorata di oltre trenta punti al 3,8%.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Unicredit fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Unicredit mostra una rischiosità più alta della media del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e alla elevata correlazione dei ricavi all'andamento dei mercati. Negli ultimi 3 anni il titolo Unicredit ha registrato una performance negativa (-58,5%) contro il -4% dell'indice FTSE Mib; il titolo ha seguito abbastanza da vicino il mercato, sovraperformando nelle fasi positive e sottoperformando in quelle negative, fino a metà 2015. In seguito il divario è progressivamente aumentato per toccare il massimo nel luglio 2016, in corrispondenza coi minimi del periodo; negli ultimi mesi si rileva una fase laterale caratterizzata da notevole volatilità.

Comparables

nel raffronto tra le principali banche nazionali Unicredit risulta a buon mercato sia sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) che del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); buono il rendimento da dividendi anche se non il più elevato tra le aziende incluse nel campione.

Opportunità

il piano di cessioni di attività non core promosso dal nuovo management contribuirà ad elevare i ratios patrimoniali

Rischi

il previsto aumento di capitale potrebbe determinare un forte effetto diluitivo sugli utili per azione

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività del 2% nel 2016 e del 3% a partire dal 2017; - una crescita delle commissioni al -3% nel 2016 e al 3% negli anni seguenti; - un cost/income ratio in progressiva diminuzione fino al 68% di lungo periodo; Infine si prevede un tax rate al 32% ed un'incidenza degli accantonamenti su crediti in diminuzione dallo 0,43% del 2016 allo 0,35% di lungo periodo. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 2,92 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,27 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Unicredit

18 analisi dal 16 aprile 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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