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Unicredit — analisi del aprile 2009

Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di una delle principali banche nazionali quotate a Piazza Affari

Profilo societario

UniCredit è una banca paneuropea con un'ampia presenza in Italia, Germania, Europa Centrale ed Europa Orientale. Servendo circa 15 milioni di clienti a livello globale, l'istituto è organizzato in quattro principali regioni geografiche e tre divisioni prodotto: Corporate, Individual e Group Payments Solutions. UniCredit si distingue per un modello di servizio che unisce digitalizzazione e principi ESG (Environmental, Social, and Governance). Con una forza lavoro di circa 77.000 dipendenti, la banca è presente attraverso 13 istituti leader distribuiti in tutta Europa..

Dati finanziari

Nel triennio 2006-2008 Unicredit ha mostrato un incremento del Margine di Interesse del 25,4% mentre il Margine di Intermediazione si è ridotto del 7% a causa di minori ricavi da commissioni e proventi da operazioni finanziarie ed il Risultato di Gestione è sceso del 21,1%; l'utile ha perso quasi il 40% a 4 miliardi di Euro e la redditività del capitale (ROE) è passata dal 11,7% al 7,8%.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Unicredit fanno parte del paniere S&P/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Unicredit mostra una rischiosità più alta della media del mercato (beta maggiore di 1) a causa della notevole quota di ricavi derivanti da commissioni e operazioni finanziarie e della presenza in paesi particolarmente esposti all'attuale crisi economica Negli ultimi 3 anni il titolo Unicredit ha registrato una performance fortemente negativa: -71,6% contro il -53,6% dell'indice Mibtel; l'andamento è stato positivo nei primi 12 mesi (fino all'aprile 2007), periodo nel quale il titolo ha registrato una performance del 28% (15 punti più del Mibtel). La successiva fase di correzione è stata inizialmente controllata ed in linea con l'andamento del mercato mentre, a partire dal maggio 2008, si è trasformata in un vero e proprio crollo delle quotazioni che sembra essersi arrestato solo nell'ultimo mese.

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività negativa nel primo anno di previsione (-2%) e a +2% nei successivi; - una crescita delle commissioni e proventi da operazioni finanziarie che passa dal 8% del 2009 al 3% di lungo periodo; - una progressiva riduzione del cost/income ratio dal 66,5% del 2009 al 63,5% di lungo periodo; Infine si prevede un tax rate stabile al 35% su tutto il periodo di previsione ed un'incidenza degli accantonamenti su crediti in diminuzione dallo 0,5% del 2009 allo 0,3% del 2011 e successivi. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 2,3 € che tende a crescere (ridursi) di 0,11 € per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Unicredit

18 analisi dal 16 aprile 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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