Ubi Banca
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di una delle principali banche regionali quotate a Piazza Affari
Profilo societario
UBI Banca è il quinto Gruppo Bancario in Italia per numero di sportelli, con una quota di mercato superiore al 5% e una presenza significativa nelle regioni a più alto potenziale del Paese. UBI Banca è un Gruppo bancario quotato alla Borsa di Milano e incluso nell'indice FTSE MIB.
Dati finanziari
Nel triennio 2006-2008 Ubi Banca ha registrato una crescita del Margine di Interesse del 15,1% mentre il Margine di Intermediazione è sceso del 5,9% ed il Risultato di Gestione del 28,7%; a causa della forte crescita degli accantonamenti su crediti dell'ultimo esercizio, l'utile è arrivato a perdere oltre il 90% a 69 milioni di Euro. La redditività del capitale è scesa conseguentemente con il ROE che è passato dal 8,7% al 1,2%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Ubi Banca fanno parte del paniere S&P/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Ubi Banca mostra una rischiosità inferiore a quella del mercato (beta inferiore ad 1) risultato della limitata esposizione ad attività rischiose e della dimensione regionale. Negli ultimi 3 anni il titolo Ubi Banca ha registrato una performance negativa (-50,3%) in linea con il -50,1% dell'indice Mibtel; l'andamento del triennio ha ricalcato abbastanza da vicino quello del mercato e se nella fase iniziale della discesa delle quotazioni (iniziata nell'estate 2007) il titolo ha sottoperformato rispetto al mercato in seguito si è comportato meglio risultando una delle banche meno penalizzate nella fase più acuta della crisi finanziaria.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività negativa nel 2009 (-2%) ed in seguito al 4%; - una crescita delle commissioni che passa dal 5% del 2009 al 3% di lungo periodo; - una progressiva riduzione del cost/income ratio dal 70% del 2009 al 63% del 2013 ed anni successivi; Infine si prevede un tax rate in progressiva diminuzione al 40% ed un'incidenza degli accantonamenti sulle attività in calo allo 0,25% dopo un picco dello 0,45% nell'attuale esercizio. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 11,4 € che tende a crescere (ridursi) di 0,7 € per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.