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Unicredit — analisi del aprile 2011

I multipli non particolarmente attraenti e una situazione ancora problematica relativamente alla qualità dei crediti inducono ad essere prudenti su Unicredit che mostra un fair value in linea con le ultime quotazioni di mercato

Profilo societario

UniCredit è una banca paneuropea con un'ampia presenza in Italia, Germania, Europa Centrale ed Europa Orientale. Servendo circa 15 milioni di clienti a livello globale, l'istituto è organizzato in quattro principali regioni geografiche e tre divisioni prodotto: Corporate, Individual e Group Payments Solutions. UniCredit si distingue per un modello di servizio che unisce digitalizzazione e principi ESG (Environmental, Social, and Governance). Con una forza lavoro di circa 77.000 dipendenti, la banca è presente attraverso 13 istituti leader distribuiti in tutta Europa..

Dati finanziari

Nel triennio 2008-2010 Unicredit ha mostrato una flessione del Margine di Interesse del 17,1% mentre il Margine di Intermediazione è diminuito del 2,9%. Il Risultato di Gestione è stato sostanzialmente stabile (+0,7%) ma l'utile ha perso il 67% a 1,3 miliardi di Euro a causa del forte incremento degli accantonamenti su crediti (+50%). La redditività del capitale (ROE) è passata dal 7,8% al 2,4%.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Unicredit fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Unicredit mostra una rischiosità più alta della media del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e all'esposizione alla volatilità dei mercati degli ultimi anni Negli ultimi 3 anni il titolo Unicredit ha registrato una performance negativa: -55,9% contro il -33,9% dell'indice FTSE Mib; le azioni hanno subito una forte flessione nella fase iniziale, durata fino a marzo 2009, arrivando a perdere oltre l'80%. La successiva ripresa (periodo marzo-ottobre 2009) ha permesso di recuperare circa metà delle perdite del periodo precedente ed è stata seguita da una nuova fase riflessiva, anche se meno violenta di quella iniziale. Solo negli ultimi mesi il titolo sembra essersi stabilizzato con una buona performance da inizio anno.

Comparables

nel raffronto tra le principali banche nazionali Unicredit risulta tra le più care del campione sia sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) che del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); il rendimento da dividendi, inferiore al 2%, è invece il più basso tra le aziende considerate.

Opportunità

buon posizionamento nei paesi dell'europa continentale e dell'est

Rischi

quota ancora consistente di crediti deteriorati sul totale attivo

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività del 2% su tutto il periodo di previsione; - una crescita delle commissioni e proventi da operazioni finanziarie che passa dal 5% del triennio 2011-2013 al 3% di lungo periodo; - un cost/income ratio in progressivo miglioramento al 61% (dal 66,3% del 2010); Infine si prevede un tax rate stabile al 30% ed un'incidenza degli accantonamenti su crediti in diminuzione dallo 0,55% del 2011 allo 0,35% del 2013 e successivi. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 1,82 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,08 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Unicredit

18 analisi dal 16 aprile 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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