Unicredit — analisi del dicembre 2022
Dopo il recupero degli ultimi mesi Unicredit conserva un discreto margine di rivalutazione; la banca potrà contare sulla ripresa del margine di interesse, favorito dalla risalita dei tassi, ma potrebbe essere penalizzata in caso di recessione .
Profilo societario
UniCredit è una banca paneuropea con un'ampia presenza in Italia, Germania, Europa Centrale ed Europa Orientale. Servendo circa 15 milioni di clienti a livello globale, l'istituto è organizzato in quattro principali regioni geografiche e tre divisioni prodotto: Corporate, Individual e Group Payments Solutions. UniCredit si distingue per un modello di servizio che unisce digitalizzazione e principi ESG (Environmental, Social, and Governance). Con una forza lavoro di circa 77.000 dipendenti, la banca è presente attraverso 13 istituti leader distribuiti in tutta Europa..
Andamento del titolo
nei primi 9 mesi del 2021 i ricavi sono aumentati dell'8,4% a 14623 milioni di Euro, il risultato di gestione è salito del 14,9% a 6171 milioni mentre il risultato netto è passato da 2979 a 3994 milioni (+34,1%).
Dati finanziari
Nel triennio 2019-2021 Unicredit ha registrato una diminuzione del 26,7% del Margine di Interesse mentre il Margine di Intermediazione è sceso del 13,4% a 15,98 miliardi. Quasi dimezzato il Risultato di Gestione, passato da 6,40 a 3,43 miliardi a seguito della maggiore incidenza dei costi operativi, mentre l'utile di esercizio è passato da 3,49 a 1,57 miliardi principalmente a causa di pardite da partecipazioni. La redditività del capitale (ROE) è scesa di oltre 3 punti, passando dal 5,7% al 2,5%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Unicredit fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Unicredit mostra una rischiosità più alta della media del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e alla elevata correlazione dei ricavi all'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Unicredit ha registrato una performance del -4,2%, inferiore al +5,5% dell'indice FTSE Mib; dopo una fase incerta ad inizio 2020 le azioni hanno avuto una violenta correzione tra febbraio e maggio 2020 e, dopo una breve ripresa, hanno avvicinato i precedenti minimi ad ottobre dello stesso anno. In seguito è iniziato un recupero, intervallato da periodiche correzioni, che ha permesso di recuperare il gap con l'indice e riportarsi in positivo a febbraio 2022. Lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina ha causato una nuova forte correzione (periodo febbraio-maggio), dopo una parziale ripresa, ed un nuovo minimo a luglio, è iniziata una fase rialzista che sembra essere tuttora in corso.
Comparables
nel raffronto tra le principali banche nazionali Unicredit risulta nella media sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre è la più cara see si considera il Price/Earnings (Prezzo/Utili); buono ma sotto la media il rendimento da dividendi.
Opportunità
il margine di interesse dovrebbe beneficiare della progressiva risalita dei tassi di interesse
Rischi
la possibile recessione nell'area Euro potrebbe portare ad un incremento delle rettifiche su crediti
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività che passa dal -0,5% del 2022 all'1,5% del 2023 e seguenti; - una crescita delle commissioni al 2,75% nel 2022, 2,5% nel 2023 e 1,5% nel lungo periodo; - un cost/income ratio in progressiva diminuzione fino al 65% del 2024 e seguenti; Infine si prevedono un tax rate al 26,5% ed un payout in progressiva crescita fino al 71%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 14,45 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,65 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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18 analisi dal 16 aprile 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.