Unicredit — analisi del dicembre 2020
Dopo un sostanziale dimezzamento delle quotazioni nell'ultimo triennio, Unicredit sembra avere un discreto potenziale di rivalutazione anche se le cessioni nel risparmio gestito hanno indebolito la posizione del gruppo in un segmento in forte crescita.
Profilo societario
UniCredit è una banca paneuropea con un'ampia presenza in Italia, Germania, Europa Centrale ed Europa Orientale. Servendo circa 15 milioni di clienti a livello globale, l'istituto è organizzato in quattro principali regioni geografiche e tre divisioni prodotto: Corporate, Individual e Group Payments Solutions. UniCredit si distingue per un modello di servizio che unisce digitalizzazione e principi ESG (Environmental, Social, and Governance). Con una forza lavoro di circa 77.000 dipendenti, la banca è presente attraverso 13 istituti leader distribuiti in tutta Europa..
Andamento del titolo
nei primi 9 mesi del 2020 il margine di interesse è diminuito del 4,9% a 7190 milioni di Euro mentre il totale dei ricavi è passato da 13988 a 12902 milioni (-7,8%), il risultato di gestione è sceso del 46% a 2617 milioni mentre il risultato netto è passato da 4208 a -1606 milioni, risentendo del forte incremento delle rettifiche su crediti (+69,1%) e dei minori proventi da dismissioni.
Dati finanziari
Nel triennio 2017-2019 Unicredit ha registrato una diminuzione del 2,7% del Margine di Interesse mentre il Margine di Intermediazione è sceso del 2% a 19,4 miliardi. In crescita il Risultato di Gestione, passato da 6 a 6,4 miliardi grazie ai costi operativi, mentre l'utile di esercizio è passato da 5,8 a 3,5 miliardi principalmente a causa di minori proventi da cessioni. La redditività del capitale (ROE) è scesa di conseguenza passando dal 9,6% al 5,6%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Unicredit fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Unicredit mostra una rischiosità più alta della media del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e alla elevata correlazione dei ricavi all'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Unicredit ha registrato una performance negativa (-50,8%) contro il -2,3% dell'indice FTSE Mib; le azioni hanno avuto un trend inizialmente positivo, toccando un massimo di periodo ad aprile 2018, in seguito è iniziata una correzione che si è protratta fino a dicembre dello stesso anno, con una perdita complessiva di quasi il 50% in poco più di sei mesi. Dopo una fase incerta nella prima metà del 2019, le azioni si sono riprese a partire da agosto proseguendo lo spunto rialzista fino a febbraio 2020. Lo scoppio della crisi sanitaria ha causato una violenta correzione tra febbraio e maggio, dalla quale il titolo si è ripreso solo in minima parte nell'ultimo semestre.
Comparables
nel raffronto tra le principali banche nazionali Unicredit risulta nella media sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo/Utili) mentre è tra le società più a buon mercato se si considera il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); a seguito delle direttive della Bce nessuna delle banche considerate ha distribuito dividendi nel corso dell'anno.
Opportunità
la possibile aggregazione con Banca Monte Paschi di Siena potrebbe rafforzare la posizione del gruppo in Italia
Rischi
le cessioni di Pioneer e Fineco hanno indebolito la banca nei segmenti di mercato a maggior redditività e crescita
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività che passa dal 5% del 2020 all'1% di lungo periodo; - una crescita delle commissioni al -4% nel 2020 e 1% a partire dal 2021; - un cost/income ratio in progressiva diminuzione fino al 65% del 2022 e seguenti; Infine si prevedono un tax rate al 27,5% ed un payout in progressiva crescita fino al 65%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 10 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,55 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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18 analisi dal 16 aprile 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.