Unicredit — analisi del dicembre 2015
Dopo la correzione dei prezzi degli ultimi mesi Unicredit sembra essere tornata a buon mercato, sostenuta dall'ambizioso piano strategico e dai multipli contenuti.
Profilo societario
UniCredit è una banca paneuropea con un'ampia presenza in Italia, Germania, Europa Centrale ed Europa Orientale. Servendo circa 15 milioni di clienti a livello globale, l'istituto è organizzato in quattro principali regioni geografiche e tre divisioni prodotto: Corporate, Individual e Group Payments Solutions. UniCredit si distingue per un modello di servizio che unisce digitalizzazione e principi ESG (Environmental, Social, and Governance). Con una forza lavoro di circa 77.000 dipendenti, la banca è presente attraverso 13 istituti leader distribuiti in tutta Europa..
Andamento del titolo
nei primi 9 mesi del 2015 gli interessi netti sono diminuiti del 5,2% a 8887 milioni mentre i ricavi hanno contenuto la flessione allo 0,8% sostenuti dal buon andamento delle commissioni (+3,6%) e dei ricavi da negoziazione (+12,1%), in flessione il risultato di gestione (-13,9%) mentre il risultato netto è passato da 1837 a 1541 milioni (-16,1%).
Dati finanziari
Nel triennio 2012-2014 Unicredit ha mostrato una flessione del Margine di Interesse del 7,5% mentre il Margine di Intermediazione è diminuito del 9,3%. Il Risultato di Gestione è passato da 9,4 a 7,9 miliardi (-15,9%) mentre l'utile di esercizio è quasi raddoppiato a 2,4 miliardi (+95,3%). La redditività del capitale (ROE) è migliorata di quasi tre punti al 4,5%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Unicredit fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Unicredit mostra una rischiosità più alta della media del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e alla elevata correlazione dei ricavi all'andamento dei mercati. Negli ultimi 3 anni il titolo Unicredit ha registrato una performance del 50,7% contro il 38,4% dell'indice FTSE Mib; dopo una fase laterale, caratterizzata da ampie oscillazioni e durata fino a luglio 2013, è iniziato un trend positivo che ha portato ad un incremento di circa il 90% delle quotazioni (massimi di aprile 2014) seguito da una correzione nei successivi otto mesi e da un nuovo trend rialzista nella prima parte del 2015 con i massimi di maggio che sono rimasti però su livelli inferiori rispetto a quelli dell'anno precedente. Il nuovo trend ribassista, avviatosi nel corso dell'estate, sembra tuttora in corso.
Comparables
nel raffronto tra le principali banche nazionali Unicredit risulta a buon mercato sia sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) che del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); buono il rendimento da dividendi ed il più elevato tra le aziende del campione.
Opportunità
ambizioso piano strategico che punta al raggiungimento di un utile netto di 5,3 miliardi ed un Roe dell'11% entro il 2018.
Rischi
il piano prevede una consistente riduzione degli organici (18200 unità in totale) che potrebbe trovare una forte opposizione dei sindacati
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività del 3% nel 2015, 4% nel 2016 e 3% a partire dal 2017; - una crescita delle commissioni al 3% su tutto il periodo di previsione; - un cost/income ratio in progressiva diminuzione fino al 57% di lungo periodo; Infine si prevede un tax rate al 32% ed un'incidenza degli accantonamenti su crediti in diminuzione dallo 0,48% del 2015 allo 0,35% di lungo periodo. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 7 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,3 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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18 analisi dal 16 aprile 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.