Fiat — analisi del maggio 2012
Fiat ha ampi margini di rivalutazione e tratta a sconto sui principali comparables, solo nell'ipotesi di forte riduzione dei margini sarebbero giustificati gli attuali corsi del titolo.
Profilo societario
Stellantis è una holding internazionale che si occupa di produzione automobilistica e soluzioni per la mobilità. L'azienda è attiva nella progettazione, ingegnerizzazione, fabbricazione, distribuzione e commercializzazione di veicoli, componenti e sistemi di produzione. Con stabilimenti industriali in oltre 30 Paesi e una rete di vendita che copre più di 130 mercati globali, Stellantis offre un ampio portafoglio di marchi. I suoi veicoli per il mercato di massa includono brand famosi come Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Dodge, Fiat, Fiat Professional, Jeep, Lancia e Ram, mentre il segmento di lusso è rappresentato dal marchio Maserati. La gamma di prodotti comprende autovetture di lusso, premium e mainstream, oltre a pick-up e SUV. Stellantis vanta anche marchi come Peugeot, Citroen, DS Automobiles, Opel e Vauxhall, consolidando la propria presenza nei principali segmenti automobilistici
Andamento del titolo
nei primi tre mesi del 2012 i ricavi sono cresciuti del 66% a 59,6 miliardi di Euro, il risultato della gestione ordinaria ha raggiunto i 2,4 miliardi (dai 1112 milioni del 2011) e l'utile netto è passato da 222 a 1651 milioni (+342 milioni a 684 milioni escludendo la gestione atipica). Determinante il contributo di Chrysler (non consolidata nell'analogo periodo dell'anno precedente) che ha apportato 23,6 miliardi a livello di fatturato, 1,3 miliardi per quanto riguarda il risultato di gestione e 645 milioni a livello di utile netto.
Dati finanziari
Nel triennio 2009-2011 Fiat, grazie anche al consolidamento di Chrysler, ha mostrato una crescita del fatturato del 82,2% mentre il margine operativo lordo è passato da 2604 a 5648 milioni di Euro (+116,9%) in presenza di una crescita dei margini di 1,5 punti percentuali; il risultato operativo è cresciuto del 303,17% a 2290 milioni di Euro e l'utile netto ha raggiunto quota 1334 milioni da una perdita di 242 milioni. La redditività è risultata in crescita sia a livello di ROI (+5,9 punti al 10,8%) che di ROE (+16,5 punti al 13,5%). In crescita il rapporto debt to equity, passato da 0,29 a 0,73.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Fiat fanno parte del paniere Ftse Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Fiat mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) indice della ciclicità del business legato all'andamento dell'economia. Negli ultimi 3 anni il titolo Fiat ha registrato una performance positiva (+7,7%) rispetto al -28,8% dell'indice Ftse Mib: il titolo ha avuto un andamento fortemente crescente fino a gennaio 2011 (guadagno superiore al 150%), dopo una fase laterale durata circa 6 mesi, a partire da fine luglio 2011 le azioni hanno perso circa il 50% in poco più di un mese per aprire una nuova fase laterale che sembra tuttora in corso.
Comparables
tra le società europee operanti nel settore automobilistico Fiat è la più a buon mercato sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) mentre è nella media per quanto riguarda il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile). Il dividendo è nullo per le azioni ordinarie ma è stato distribuito alle azioni privilegiate e di risparmio con un rendimento medio superiore al 7%.
Opportunità
buon posizionamento nel mercato americano che mostra segnali di maggiore vivacità rispetto a quello europeo, possibili sinergie con Chrysler
Rischi
debolezza del mercato europeo e italiano in particolare, pressione sui margini dovuta alla sovracapacità strutturale del settore auto
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi del 29,5% nel 2012 che diminuisce fino al 2% di lungo periodo; - margini sulle vendite sostanzialmente stabili al 9,5% nel 2012 e in crescita al 9,7% nel 2013 e seguenti; - una redditività operativa (ROI) di lungo periodo del 9,2% Infine si prevede un tax rate al 37%, un costo del debito medio in diminuzione all'8% ed un payout in progressiva crescita al 40%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 7,5 Euro che tende a crescere (ridursi) di 2,5 Euro per ogni mezzo punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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19 analisi dal 30 novembre 2006, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.