Fiat — analisi del novembre 2006
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future della casa automobilistica torinese.
Profilo societario
Stellantis è una holding internazionale che si occupa di produzione automobilistica e soluzioni per la mobilità. L'azienda è attiva nella progettazione, ingegnerizzazione, fabbricazione, distribuzione e commercializzazione di veicoli, componenti e sistemi di produzione. Con stabilimenti industriali in oltre 30 Paesi e una rete di vendita che copre più di 130 mercati globali, Stellantis offre un ampio portafoglio di marchi. I suoi veicoli per il mercato di massa includono brand famosi come Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Dodge, Fiat, Fiat Professional, Jeep, Lancia e Ram, mentre il segmento di lusso è rappresentato dal marchio Maserati. La gamma di prodotti comprende autovetture di lusso, premium e mainstream, oltre a pick-up e SUV. Stellantis vanta anche marchi come Peugeot, Citroen, DS Automobiles, Opel e Vauxhall, consolidando la propria presenza nei principali segmenti automobilistici
Dati finanziari
Nel triennio 2003-2005 Fiat ha mostrato ricavi in leggera diminuzione (-1,5% circa) a fronte di un miglioramento dei margini lordi (cresciuti di quasi 3 punti percentuali nel solo ultimo esercizio) ciò ha permesso al risultato operativo di passare da -510 milioni di Euro a +1000 milioni ed al risultato netto (sul quale nell'ultimo esercizio hanno inciso anche i proventi straordinari della transazione con GM) di superare quota 1,4 miliardi. Anche la redditività ha seguito lo stesso percorso con il ROI passato da -4,3% a e 3,1% ed il ROE da -26% a 15,1%. La struttura patrimoniale vede ancora una notevole incidenza dei mezzi di terzi (rapporto debt to equity vicino a 2) anche se in via di riequilibrio.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Fiat fanno parte del paniere S&P/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips; Fiat mostra una rischiosità leggermente superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1). Negli ultimi 3 anni il titolo Fiat ha registrato una performance nettamente migliore di quella del mercato (+119,8% contro +55,2% del Mibtel); l'andamento del triennio può essere diviso in due sottoperiodi: - novembre 2003 - aprile 2005 nel quale il titolo ha subito una perdita di oltre 25 punti percentuali a fronte di una crescita dell'indice di circa il 19% - maggio - novembre 2006 nel quale è iniziato il progressivo recupero che ha portato il titolo quasi a triplicare il suo valore
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dal 2% del 2006 al 3% di lungo periodo; - margini sulle vendite in aumento dal 10,5% del 2006 al 11,5% di lungo periodo; - una redditività operativa di lungo periodo (ROI) del 10,5% Infine si prevede un tax rate stabile al 40% su tutto il periodo di previsione ed un costo del debito medio del 5%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 15,22 Euro che tende a crescere (ridursi) di 5,3 € per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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19 analisi dal 30 novembre 2006, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.