Credem — analisi del dicembre 2006
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di una delle principali banche regionali quotate a Piazza Affari
Profilo societario
Credito Emiliano è un gruppo bancario italiano formato da varie società specializzate nel settore dei servizi finanziari. L'istituto opera prevalentemente nelle regioni del Nord e Centro Italia, offrendo una gamma di attività che spaziano dai servizi bancari commerciali, inclusi quelli per i clienti al dettaglio e le piccole e medie imprese, fino alla gestione patrimoniale, intermediazione e assicurazione. La rete di Credito Emiliano, dedicata a clienti retail e corporate, comprende filiali, centri commerciali e punti vendita finanziari. Tra le attività principali figurano la gestione di fondi comuni, portafogli di investimento e soluzioni di private equity e hedge fund. Le risorse finanziarie del gruppo provengono principalmente da depositi diretti, riserve assicurative e asset in gestione.
Dati finanziari
Nel triennio 2003-2005 Credem ha mostrato un positivo andamento sia del Margine di Intermediazione (cresciuto del 15,7%) che del Risultato di Gestione (in aumento del 64,3%) mentre l'utile è passato da 101,5 a 268,8 milioni di Euro. La redditività del capitale è migliorata considerevolmente (il ROE è più che raddoppiato passando dal 10,4% al 21,6%) grazie al positivo contributo di tutte le aree di attività e alla riduzione dell'incidenza dei costi.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Credem fanno parte del paniere Midex Credem mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) che riflette la minore esposizione delle attività della banca ai segmenti caratterizzati da più elevata ciclicità e la dimensione locale del business. Negli ultimi 3 anni il titolo Credem ha registrato una performance del 78,5% contro il 52,2% dell'indice Mibtel; l'andamento del triennio può essere diviso in due sottoperiodi: - dicembre 2003 - marzo 2006 nel quale il titolo ha registrato una crescita costante, sovraperformando l'indice di circa 40 punti; - aprile 2006 - novembre 2006 nel quale i risultati sono stati più modesti con una consistente correzione nella parte centrale
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività in calo dal 8% del 2006 al 4% di lungo periodo; - una crescita delle commissioni che passa dal 7% del 2006 al 4% di lungo periodo; - una riduzione del cost/income ratio di 2 punti al 64%; Infine si prevede un tax rate stabile al 38% su tutto il periodo di previsione ed un'incidenza degli accantonamenti sulle attività pari allo 0,15%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 14,7 € che tende a crescere (ridursi) di 1,04 € per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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8 analisi dal 6 dicembre 2006, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.