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Credem — analisi del gennaio 2025

Nonostante una crescita quasi ininterrotta delle azioni negli ultimi due anni, Credem sembra avere ancora un buon potenziale di rivalutazione grazie ai buoni risultati finanziari ed ai multipli contenuti.

Profilo societario

Credito Emiliano è un gruppo bancario italiano formato da varie società specializzate nel settore dei servizi finanziari. L'istituto opera prevalentemente nelle regioni del Nord e Centro Italia, offrendo una gamma di attività che spaziano dai servizi bancari commerciali, inclusi quelli per i clienti al dettaglio e le piccole e medie imprese, fino alla gestione patrimoniale, intermediazione e assicurazione. La rete di Credito Emiliano, dedicata a clienti retail e corporate, comprende filiali, centri commerciali e punti vendita finanziari. Tra le attività principali figurano la gestione di fondi comuni, portafogli di investimento e soluzioni di private equity e hedge fund. Le risorse finanziarie del gruppo provengono principalmente da depositi diretti, riserve assicurative e asset in gestione.

Andamento del titolo

i risultati del primi 9 mesi del 2024 mostrano una crescita del margine di intermediazione del 9,5% a 1548,7 milioni di Euro mentre il risultato della gestione finanziaria raggiunge quota 1530 milioni di Euro (+9,3%) e l'utile netto passa da 439 a 485,9 milioni (+10,7%).

Dati finanziari

Nel triennio 2021-2023 Credem ha registrato una crescita del Margine di Interesse del 145,3% mentre il Margine di Intermediazione è aumentato del 43,7%, crescita a due cifre anche per il Risultato di Gestione (+82,9%) mentre l'utile netto è aumentato del 59,4% con la redditività del capitale (ROE) che è cresciuta di oltre 4 punti al 14,5%.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Credem fanno parte del paniere FTSE Italia Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips. Credem mostra una rischiosità in linea con quella del mercato (beta uguale a 0,97) dovuta da un lato all'esposizione all'andamento dei mercati finanziari e dall'altro alla prevalenza di ricavi da attività bancarie tradizionali. Negli ultimi 3 anni il titolo Credem ha registrato una performance positiva (+81,3%) nettamente superiore al +36,1% messo a segno dall'indice FTSE Mib; dopo un massimo a febbraio 2022, il titolo ha avuto un tendenza negativa fino ai minimi di inizio luglio dello stesso anno; nei mesi successivi è iniziato un trend rialzista che è proseguito fino ai massimi di febbraio 2023; dopo una seconda correzione, nel mese di marzo, da giugno è partita una nuova fase rialzista che sembra essere tuttora in corso, con quasi due anni continui di crescita.

Comparables

nel raffronto tra le principali banche regionali quotate in Italia, Credem risulta tra quelle più a buon mercato sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo/Utili) mentre è tra quelle più care se si considera il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); buono il rendimento da dividendi (poco sotto al 4%) ma il più basso tra le aziende incluse nel campione.

Opportunità

espansione nelle attività di asset management e sviluppo dei servizi digitali

Rischi

diminuzione dei tassi con impatto negativo sul margine di interesse

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività che passa dal -2% del 2024 al 2% a partire dal 2026; - una crescita delle commissioni al 4% nel 2024 che si riduce al 2% nel lungo periodo; - un cost/income ratio in crescita dal 53,5% del 2024 al 58,8% del 2026; Infine si prevedono un tax rate al 32% ed un payout in crescita fino al 65%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 14,3 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,5 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Credem

8 analisi dal 6 dicembre 2006, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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