Credem — analisi del febbraio 2013
Dopo la forte ripresa degli ultimi 6 mesi Credem sembra in linea con il fair value, piuttosto penalizzante anche il confronto coi comparables nonostante possa vantare una redditività mediamente più elevata.
Profilo societario
Credito Emiliano è un gruppo bancario italiano formato da varie società specializzate nel settore dei servizi finanziari. L'istituto opera prevalentemente nelle regioni del Nord e Centro Italia, offrendo una gamma di attività che spaziano dai servizi bancari commerciali, inclusi quelli per i clienti al dettaglio e le piccole e medie imprese, fino alla gestione patrimoniale, intermediazione e assicurazione. La rete di Credito Emiliano, dedicata a clienti retail e corporate, comprende filiali, centri commerciali e punti vendita finanziari. Tra le attività principali figurano la gestione di fondi comuni, portafogli di investimento e soluzioni di private equity e hedge fund. Le risorse finanziarie del gruppo provengono principalmente da depositi diretti, riserve assicurative e asset in gestione.
Andamento del titolo
i risultati del primi 9 mesi del 2012 evidenziano una crescita del margine di intermediazione del 7% a 744 milioni di Euro mentre il risultato netto passa da 85,5 a 90,2 milioni di Euro (+5,5%) dopo aver contabilizzato rettifiche su crediti per 52,6 milioni (+80,5% sullo stesso periodo del 2011).
Dati finanziari
Nel triennio 2009-2011 Credem ha registrato una flessione del Margine di Interesse del 17,5% mentre il Margine di Intermediazione ha contenuto la flessione allo 0,7% grazie al buon andamento di commissioni e proventi finanziari, in calo anche il Risultato di Gestione (-3%) mentre l'utile netto è aumentato dell'8,7% e la redditività del capitale (ROE) è cresciuta di circa un punto al 5,9%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Credem fanno parte del paniere FTSE Italia Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips. Credem mostra una rischiosità superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e all'esposizione all'andamento dei mercati. Negli ultimi 3 anni il titolo Credem ha registrato una performance negativa (-13,2%) ma migliore del -23,6% messo a segno dall'indice FTSE Mib; il titolo ha seguito abbastanza da vicino il mercato con un massimo a gennaio 2011, un minimo a giugno 2012 (-49% rispetto a inizio periodo) ed una successiva ripresa che lo ha portato a superare l'indice nelle ultime settimane.
Comparables
nel raffronto tra le principali banche regionali quotate in Italia Credem risulta la più cara sia sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) che del Price/Earnings (Prezzo Utili); piuttosto basso invece il rendimento da dividendi poco sopra al 2%.
Opportunità
la buona qualità dei crediti consente di avere un'incidenza degli accantonamenti su crediti tra le più contenute del settore
Rischi
le dimensioni contenute implicano una maggiore incidenza dei costi fissi
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività negativa nel 2012 (-2%) che sale al 4% nel triennio successivo e scende al 3% a partire dal 2016; - una crescita delle commissioni al 5% nel 2012 che scende al 3% nel lungo periodo; - un cost/income ratio in progressiva flessione al 69,5% del 2014 e seguenti; Infine si prevede un tax rate in calo al 42% ed un payout in crescita al 44%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 4,1 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,23 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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8 analisi dal 6 dicembre 2006, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.