Credem — analisi del dicembre 2009
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di una delle principali banche regionali quotate a Piazza Affari
Profilo societario
Credito Emiliano è un gruppo bancario italiano formato da varie società specializzate nel settore dei servizi finanziari. L'istituto opera prevalentemente nelle regioni del Nord e Centro Italia, offrendo una gamma di attività che spaziano dai servizi bancari commerciali, inclusi quelli per i clienti al dettaglio e le piccole e medie imprese, fino alla gestione patrimoniale, intermediazione e assicurazione. La rete di Credito Emiliano, dedicata a clienti retail e corporate, comprende filiali, centri commerciali e punti vendita finanziari. Tra le attività principali figurano la gestione di fondi comuni, portafogli di investimento e soluzioni di private equity e hedge fund. Le risorse finanziarie del gruppo provengono principalmente da depositi diretti, riserve assicurative e asset in gestione.
Dati finanziari
Nel triennio 2006-2008 Credem ha mostrato una flessione sia del Margine di Intermediazione (sceso del 14,2%) che del Risultato di Gestione (in calo di oltre il 40%) mentre l'utile è passato da 241,6 a 157 milioni di Euro. Anche la redditività del capitale è diminuita, con il ROE in ribasso di oltre otto punti al 9%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Credem fanno parte del paniere Mid Cap Credem mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) che riflette l'esposizione delle attività della banca ai segmenti investment banking e asset management. Negli ultimi 3 anni il titolo Credem ha registrato una performance negativa (-50,3%) contro il -44,9% dell'indice di mercato; l'andamento del triennio ha visto una iniziale sovraperformance, durata fino a maggio 2007, seguita da una lunga fase di correzione, terminata nel marzo 2009 e durante la quale il titolo ha perso oltre l'85%; la successiva ripresa dei mercati ha permesso alle azioni di recuperare oltre il 180% in circa 9 mesi.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività negativa (-1%) nel 2009 e al 3% negli anni successivi; - proventi da commissioni e operazioni finanziarie che tornano positivi nel 2009 ed in seguito in crescita ad un tasso che passa dal 5% del 2010 al 3% di lungo periodo; - una riduzione del cost/income ratio dal 74,5% del 2009 al 66,5% lungo periodo; Infine si prevede un tax rate stabile al 35% su tutto il periodo di previsione ed un'incidenza degli accantonamenti sulle attività pari allo 0,25%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 4,4 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,25 € per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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8 analisi dal 6 dicembre 2006, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.