Credem — analisi del novembre 2008
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di una delle principali banche regionali quotate a Piazza Affari
Profilo societario
Credito Emiliano è un gruppo bancario italiano formato da varie società specializzate nel settore dei servizi finanziari. L'istituto opera prevalentemente nelle regioni del Nord e Centro Italia, offrendo una gamma di attività che spaziano dai servizi bancari commerciali, inclusi quelli per i clienti al dettaglio e le piccole e medie imprese, fino alla gestione patrimoniale, intermediazione e assicurazione. La rete di Credito Emiliano, dedicata a clienti retail e corporate, comprende filiali, centri commerciali e punti vendita finanziari. Tra le attività principali figurano la gestione di fondi comuni, portafogli di investimento e soluzioni di private equity e hedge fund. Le risorse finanziarie del gruppo provengono principalmente da depositi diretti, riserve assicurative e asset in gestione.
Dati finanziari
Nel triennio 2005-2007 Credem ha mostrato un positivo andamento sia del Margine di Intermediazione (cresciuto del 12,9%) che del Risultato di Gestione (in aumento del 13,9%) mentre l'utile è risultato in lieve flessione passando da 268,8 a 249,4 milioni di Euro. La redditività del capitale è diminuita con il ROE in ribasso di oltre 4 punti al 16,2% a causa del venir meno di componenti straordinari e alla crescita dell'incidenza delle imposte.
Commento ai dati di bilancio
Credem mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) che riflette la minore esposizione delle attività della banca ai segmenti caratterizzati da più elevata ciclicità e la dimensione locale del business. Negli ultimi 3 anni il titolo Credem ha registrato una performance negativa (-49,1%) contro il -34,5% dell'indice Mibtel; l'andamento del triennio può essere diviso in due sottoperiodi: - novembre 2005 - maggio 2007 nel quale il titolo ha registrato una crescita in linea con il mercato (+33%); - giugno 2007 - novembre 2008 nel quale è iniziata una fase di forte correzione che ha ridotto le quotazioni di oltre il 60% dai massimi
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività stabile al 3% su tutto il periodo di previsione; - una crescita delle commissioni negativa nel 2008 e 2009 (rispettivamente al -15% e -5%) che torna a 3% nel 2010 ed anni successivi; - una iniziale incremento del cost/income ratio di 2 punti che si riporta al 64% nel lungo periodo; Infine si prevede un tax rate stabile al 37% su tutto il periodo di previsione ed un'incidenza degli accantonamenti sulle attività pari allo 0,25%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 8,5 € che tende a crescere (ridursi) di 0,4 € per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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8 analisi dal 6 dicembre 2006, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.