Azimut — analisi del dicembre 2009
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di uno dei principali gruppi indipendenti nel settore del risparmio gestito
Profilo societario
Azimut è un'organizzazione globale e indipendente che opera nei settori dell'asset management, sia nei mercati pubblici che privati, del wealth management, dell'investment banking e del fintech, offrendo servizi a privati e aziende. Quotata alla Borsa di Milano (AZM.IM), Azimut è leader in Italia e vanta una presenza internazionale in 19 Paesi, con un particolare focus sui mercati emergenti. Il suo azionariato include circa 2.000 tra gestori, consulenti finanziari e dipendenti, riuniti in un patto di sindacato che detiene il 22% della società, mentre il resto è flottante. Il Gruppo si compone di diverse realtà impegnate nella creazione, gestione e distribuzione di prodotti finanziari e assicurativi. Le sedi principali si trovano in Paesi come Italia, Australia, Brasile, Cile, Cina, Hong Kong, Egitto, Emirati Arabi, Irlanda, Lussemburgo, Marocco, Messico, Monaco, Portogallo, Singapore, Svizzera, Taiwan, Turchia e Stati Uniti.
Dati finanziari
Nel triennio 2006-2008 Azimut ha mostrato un consistente riduzione dei ricavi passati da 182,9 a 101,5 milioni di Euro, il risultato di gestione ha risentito di questo andamento con una flessione di quasi il 70% mentre il risultato netto si è dimezzato a 42 milioni di Euro. La redditività del capitale rimane elevata anche se in flessione di oltre 10 punti, con il ROE che passa dal 29,9% al 19,1%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Azimut fanno parte del paniere Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips Azimut mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) riflettendo la forte correlazione dei ricavi all'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Azimut ha registrato una performance negativa (-11,9%) ma nettamente migliore del -43,5% dell'indice rappresentativo del mercato; l'andamento è stato positivo fino a luglio 2007 (+29,7%), seguito da una fase correttiva durata più di un anno, contrassegnata da un calo delle quotazioni prossimo all'80% ed un minimo a novembre 2008. Nella fase di ripresa dei mercati, iniziata con decisione a partire da marzo 2009, il titolo ha recuperato oltre il 160% sovraperformando nettamente gli indici.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle commissioni che passa dal 55% del 2009 al 3% di lungo periodo; - una riduzione del cost/income ratio di 13 punti nel biennio 2009-2010 ed una successiva stabilizzazione a quota 37%; Infine si prevede un tax rate in crescita al 33% di lungo periodo ed un aumento del payout fino al 65% di lungo periodo. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 9,5 € che tende a crescere (ridursi) di 0,9 € per ogni punto in più (in meno) del tasso di crescita delle commissioni come mostrato nella figura seguente.
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15 analisi dal 27 dicembre 2009, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.