Azimut — analisi del novembre 2014
Dopo la correzione degli ultimi sei mesi Azimut sembra essere tornata su livelli di prezzo interessanti alla luce dei buoni risultati dei primi 9 mesi dell'anno e degli ambiziosi obiettivi del piano industriale.
Profilo societario
Azimut è un'organizzazione globale e indipendente che opera nei settori dell'asset management, sia nei mercati pubblici che privati, del wealth management, dell'investment banking e del fintech, offrendo servizi a privati e aziende. Quotata alla Borsa di Milano (AZM.IM), Azimut è leader in Italia e vanta una presenza internazionale in 19 Paesi, con un particolare focus sui mercati emergenti. Il suo azionariato include circa 2.000 tra gestori, consulenti finanziari e dipendenti, riuniti in un patto di sindacato che detiene il 22% della società, mentre il resto è flottante. Il Gruppo si compone di diverse realtà impegnate nella creazione, gestione e distribuzione di prodotti finanziari e assicurativi. Le sedi principali si trovano in Paesi come Italia, Australia, Brasile, Cile, Cina, Hong Kong, Egitto, Emirati Arabi, Irlanda, Lussemburgo, Marocco, Messico, Monaco, Portogallo, Singapore, Svizzera, Taiwan, Turchia e Stati Uniti.
Andamento del titolo
nei primi 9 mesi del 2014 i ricavi sono cresciuti del 22,2% a 400,8 milioni mentre il risultato operativo è passato da 118,7 a 130,2 milioni, in crescita anche il risultato netto passato da 110 a 123,8 milioni di Euro (+12,5% sullo stesso periodo del 2013).
Dati finanziari
Nel triennio 2011-2013 Azimut ha registrato una crescita del Margine di Intermediazione del 79,9% mentre il Risultato di Gestione è più che raddoppiato raggiungendo quota 182,2 milioni di Euro; andamento simile per il risultato lordo (+108,5%) mentre l'utile netto ha registrato una crescita del 93,8% a 155,9 milioni di Euro. La redditività del capitale è crescita di oltre 3 punti con il ROE che è passato dal 18,8% al 22,5%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Azimut fanno parte del paniere FTSE/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips Azimut mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) che riflette la correlazione dei ricavi della società all'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Azimut ha registrato una performance del 190,8%, nettamente migliore del +28,9% dell'indice FTSE Mib; il titolo ha avuto un andamento rialzista fino ai massimi di inizio aprile 2014, con le quotazioni che si sono più che quadruplicate in due anni e mezzo. Successivamente è iniziata una correzione che ha portato le azioni a perdere circa un terzo del loro valore e che sembra essersi conclusa nelle ultime settimane.
Comparables
tra le principali aziende italiane operanti nel settore del risparmio gestito Azimut è tra le più care se si considera il rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) mentre è nella media se si utilizza il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile), buono il rendimento da dividendi, intorno al 4%, anche se superato in generosità dalle cedole di Mediolanum e Banca Generali.
Opportunità
ambizioso piano industriale che punta ad un utile di 300 milioni di Euro entro il 2019 con 50 miliardi di masse in gestione
Rischi
andamento avverso dei mercati finanziari
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle commissioni al 18% nel 2014 che scende gradualmente fino al 3% di lungo periodo; - un cost/income ratio che passa dal 39% del 2014 al 36% del 2020 e seguenti; - una progressiva crescita dei proventi finanziari (dai 15 milioni del 2014 ai 30 milioni del 2022 e seguenti) Infine si prevedono un tax rate stabile al 12,5% ed un payout che passa dal 61% del 2014 al 76% di lungo periodo. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 22,1 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,4 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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15 analisi dal 27 dicembre 2009, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.