Azimut — analisi del gennaio 2020
Dopo essere più che raddoppiata, nell'ultimo anno, Azimut sembra avere ancora un discreto margine di rivalutazione, sostenuta dagli ottimi risultati dei primi 9 mesi del 2019, il confronto coi comparables mostra però multipli elevati.
Profilo societario
Azimut è un'organizzazione globale e indipendente che opera nei settori dell'asset management, sia nei mercati pubblici che privati, del wealth management, dell'investment banking e del fintech, offrendo servizi a privati e aziende. Quotata alla Borsa di Milano (AZM.IM), Azimut è leader in Italia e vanta una presenza internazionale in 19 Paesi, con un particolare focus sui mercati emergenti. Il suo azionariato include circa 2.000 tra gestori, consulenti finanziari e dipendenti, riuniti in un patto di sindacato che detiene il 22% della società, mentre il resto è flottante. Il Gruppo si compone di diverse realtà impegnate nella creazione, gestione e distribuzione di prodotti finanziari e assicurativi. Le sedi principali si trovano in Paesi come Italia, Australia, Brasile, Cile, Cina, Hong Kong, Egitto, Emirati Arabi, Irlanda, Lussemburgo, Marocco, Messico, Monaco, Portogallo, Singapore, Svizzera, Taiwan, Turchia e Stati Uniti.
Andamento del titolo
nei primi 9 mesi del 2019 i ricavi sono saliti del 28,1% a 724,3 milioni mentre il risultato operativo è passato da 153,3 a 279,5 milioni (+82,3%), più che raddoppiato il risultato netto a 246,5 milioni di Euro dai 111,9 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente.
Dati finanziari
Nel triennio 2016-2018 Azimut ha registrato una crescita del Margine di Intermediazione del 4,2% mentre il Risultato di Gestione è diminuito del 15,5% scendendo a 156,3 milioni di Euro; flessione a due cifre anche per l'utile netto a 140,6 milioni di Euro (-20,7%). La redditività del capitale (Roe) è scesa di 5 punti passando dal 27,5% al 22,5%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Azimut fanno parte del paniere FTSE-Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Azimut mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) che riflette la correlazione dei ricavi all'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Azimut ha registrato una performance del 20,8% in linea con il +21,5% dell'indice FTSE Mib; il titolo è rimasto in fase laterale fino a maggio 2018, rimanendo invariato ma sottoperformando di oltre venti punti il mercato. In seguito è iniziata una forte correzione che ha portato le azioni a perdere oltre il 40% nella seconda parte dell'anno. A partire dal 2019 la tendenza si è invertita con una forte ripresa culminata nei massimi di fine novembre ed un progresso superiore al 100% nell'anno.
Comparables
tra le principali società italiane operanti nel settore del risparmio gestito Azimut è tra quelle più care sia sulla base del rapporto Price/Earnings che del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile), molto alto il rendimento da dividendi, superiore al 7% ed il più elevato tra le aziende considerate nel campione.
Opportunità
espansione all'estero anche attraverso acquisizioni
Rischi
andamento negativo dei mercati finanziari ed effetti della nuova normativa Mifid 2
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle commissioni al 23% nel 2019 e 3% negli anni successivi; - un cost/income ratio che passa dal 44% del 2019 al 53% del 2020 e seguenti; - proventi finanziari in calo dai 130 milioni del 2019 ai 31 milioni del 2020 (poi in lieve aumento); Infine si prevedono un tax rate in progressiva crescita fino al 20% ed un payout che passa dal 68% all'88% di lungo periodo. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 22,4 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,5 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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15 analisi dal 27 dicembre 2009, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.