Azimut — analisi del novembre 2012
Nonostante gli ottimi risultati dei primi 9 mesi dell'anno Azimut non sembra distante dal fair value dopo un rialzo che ha portato le quotazioni al raddoppio in poco più di un anno.
Profilo societario
Azimut è un'organizzazione globale e indipendente che opera nei settori dell'asset management, sia nei mercati pubblici che privati, del wealth management, dell'investment banking e del fintech, offrendo servizi a privati e aziende. Quotata alla Borsa di Milano (AZM.IM), Azimut è leader in Italia e vanta una presenza internazionale in 19 Paesi, con un particolare focus sui mercati emergenti. Il suo azionariato include circa 2.000 tra gestori, consulenti finanziari e dipendenti, riuniti in un patto di sindacato che detiene il 22% della società, mentre il resto è flottante. Il Gruppo si compone di diverse realtà impegnate nella creazione, gestione e distribuzione di prodotti finanziari e assicurativi. Le sedi principali si trovano in Paesi come Italia, Australia, Brasile, Cile, Cina, Hong Kong, Egitto, Emirati Arabi, Irlanda, Lussemburgo, Marocco, Messico, Monaco, Portogallo, Singapore, Svizzera, Taiwan, Turchia e Stati Uniti.
Andamento del titolo
nei primi 9 mesi del 2011 i ricavi sono aumentati del 32% a 322 milioni mentre il risultato operativo è passato da 64,2 a 133,2 milioni, molto bene anche il risultato netto passato da 57,2 a 121,2 milioni di Euro (+112% sullo stesso periodo del 2011).
Dati finanziari
Nel triennio 2009-2011 Azimut ha registrato una diminuzione del Margine di Intermediazione del 14,9% mentre il Risultato di Gestione è calato di oltre il 29%; stesso andamento per il risultato lordo mentre l'utile netto ha avuto una flessione del 31,9% a 80,4 milioni di Euro. La redditività del capitale si è sostanzialmente dimezzata con il ROE che è passato dal 35,3% al 18,9%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Azimut fanno parte del paniere FTSE/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips Azimut mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) che riflette la correlazione dei ricavi della società all'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Azimut ha registrato una performance dell'8,7%, nettamente migliore del -31,8% dell'indice FTSE Mib; il titolo ha sottoperformato l'indice fino ai minimi di inizio settembre 2011, successivamente è iniziato un forte trend rialzista, tuttora in atto, che ha portato ad un raddoppio delle quotazioni in poco più di un anno.
Comparables
tra le principali aziende italiane operanti nel settore del risparmio gestito Azimut è quella più a buon mercato sia sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) che del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile), piuttosto basso il rendimento da dividendi, poco sotto quota 2,5%.
Opportunità
buona capacità di accrescere le masse gestite e aumentare le quote di mercato
Rischi
andamento avverso dei mercati finanziari
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle commissioni al 40% nel 2012, negativa nel 2013 (-2%) e al 3% a partire dal 2014; - un cost/income ratio in calo al 36% di lungo periodo; Infine si prevede un tax rate in crescita al 16% ed un payout che passa dal 33% del 2012 al 60% di lungo periodo. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 11,1 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,2 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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15 analisi dal 27 dicembre 2009, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.