Azimut — analisi del dicembre 2011
Azimut ha opportunità di apprezzamento, sostenuta da buoni fondamentali e dalla capacità di crescere grazie a nuovi prodotti, ma sarà soggetta all'andamento dei mercati con possibili ripercussioni negative dal perdurare della crisi finanziaria.
Profilo societario
Azimut è un'organizzazione globale e indipendente che opera nei settori dell'asset management, sia nei mercati pubblici che privati, del wealth management, dell'investment banking e del fintech, offrendo servizi a privati e aziende. Quotata alla Borsa di Milano (AZM.IM), Azimut è leader in Italia e vanta una presenza internazionale in 19 Paesi, con un particolare focus sui mercati emergenti. Il suo azionariato include circa 2.000 tra gestori, consulenti finanziari e dipendenti, riuniti in un patto di sindacato che detiene il 22% della società, mentre il resto è flottante. Il Gruppo si compone di diverse realtà impegnate nella creazione, gestione e distribuzione di prodotti finanziari e assicurativi. Le sedi principali si trovano in Paesi come Italia, Australia, Brasile, Cile, Cina, Hong Kong, Egitto, Emirati Arabi, Irlanda, Lussemburgo, Marocco, Messico, Monaco, Portogallo, Singapore, Svizzera, Taiwan, Turchia e Stati Uniti.
Andamento del titolo
nei primi 9 mesi del 2011 i ricavi sono diminuiti del 4,2% a 243,7 milioni mentre il risultato ante imposte è sceso dell'8,9% a 61,2 milioni, in flessione anche il risultato netto passato da 66,4 a 57,2 milioni di Euro (-13,9%).
Dati finanziari
Nel triennio 2008-2010 Azimut ha registrato una crescita del Margine di Intermediazione del 79,4% mentre il Risultato di Gestione è balzato di oltre il 170%; stesso andamento per il risultato lordo mentre l'utile netto è cresciuto del 124,6% a 94,3 milioni di Euro a causa della maggiore incidenza delle imposte. La redditività del capitale è cresciuta con il ROE che è passato dal 19,1% al 24% dopo un picco di oltre il 35% nel 2009.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Azimut fanno parte del paniere FTSE/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips Azimut mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) che riflette la correlazione dei ricavi della società all'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Azimut ha registrato una performance di +54,7%, nettamente migliore del -23,9% dell'indice FTSE Mib; il titolo ha saputo riprendersi con forza a partire da marzo 2009, realizzando un balzo di oltre il 160% in meno di un anno, successivamente l'andamento è stato riflessivo con una ripresa nella primavera di quest'anno ed un minimo ad inizio settembre.
Comparables
tra le principali aziende italiane operanti nel settore del risparmio gestito Azimut risulta nella fascia intermedia sia sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) che del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile), piuttosto basso il rendimento da dividendi, inferiore al 2%.
Opportunità
crescita delle masse gestite grazie all'introduzione di nuovi prodotti
Rischi
andamento avverso dei mercati finanziari
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività negativa nel 2011 (-6%) e al 3% negli anni successivi; - una crescita delle commissioni negativa nel 2011 (-15%) che si riporta in positivo (10%) nel 2012 per scendere al 4% nel 2013 e 3% a partire dal 2014; - un cost/income ratio in crescita al 47% nel 2011 che diminuisce al 42% nel lungo periodo; Infine si prevede un tax rate al 18% ed un payout che passa dal 52% del 2011 al 60% di lungo periodo. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 7,2 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,15 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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15 analisi dal 27 dicembre 2009, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.