Azimut — analisi del novembre 2016
Il negativo andamento dei mercati finanziari ha impattato negativamente sui risultati di Azimut penalizzando fortemente il titolo in borsa ma la società è pronta per ripartire grazie anche alla politica di acquisizioni all'estero.
Profilo societario
Azimut è un'organizzazione globale e indipendente che opera nei settori dell'asset management, sia nei mercati pubblici che privati, del wealth management, dell'investment banking e del fintech, offrendo servizi a privati e aziende. Quotata alla Borsa di Milano (AZM.IM), Azimut è leader in Italia e vanta una presenza internazionale in 19 Paesi, con un particolare focus sui mercati emergenti. Il suo azionariato include circa 2.000 tra gestori, consulenti finanziari e dipendenti, riuniti in un patto di sindacato che detiene il 22% della società, mentre il resto è flottante. Il Gruppo si compone di diverse realtà impegnate nella creazione, gestione e distribuzione di prodotti finanziari e assicurativi. Le sedi principali si trovano in Paesi come Italia, Australia, Brasile, Cile, Cina, Hong Kong, Egitto, Emirati Arabi, Irlanda, Lussemburgo, Marocco, Messico, Monaco, Portogallo, Singapore, Svizzera, Taiwan, Turchia e Stati Uniti.
Andamento del titolo
nei primi 6 mesi del 2016 i ricavi sono scesi del 24,6% a 312,5 milioni mentre il risultato operativo è passato da 198,5 a 72,8 milioni (-63,3%), in forte calo anche il risultato netto a 67,8 milioni di Euro (-62,4% sullo stesso periodo del 2015).
Dati finanziari
Nel triennio 2013-2015 Azimut ha registrato una crescita del Margine di Intermediazione del 57,2% mentre il Risultato di Gestione è aumentato del 52,6% raggiungendo quota 278,2 milioni di Euro; andamento simile per il risultato lordo mentre l'utile netto è cresciuto del 60,4% a 250 milioni di Euro grazie al minore tax rate. La redditività del capitale è aumentata di quasi 12 punti con il ROE che è passato dal 22,5% al 34,4%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Azimut fanno parte del paniere FTSE-Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Azimut mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) che riflette la correlazione dei ricavi all'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Azimut ha registrato una performance negativa (-23,1%) inferiore al -12,7% dell'indice FTSE Mib; il titolo ha toccato un primo massimo a inizio aprile 2014, seguito da una correzione nella successiva parte dell'anno e da un nuovo impulso rialzista ad inizio 2015, culminato nei massimi di metà maggio dello stesso anno. Da allora è iniziato un trend discendente che, pur se interrotto da brevi fasi di ripresa, non sembra ancora essersi arrestato.
Comparables
tra le principali società italiane operanti nel settore del risparmio gestito Azimut è quella più a buon mercato se si considera il rapporto Price/Earnings mentre è nella fascia medio-alta se si utilizza il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile), molto elevato il rendimento da dividendi, superiore al 10%, ma costituito per due terzi da una cedola straordinaria che sarà distribuita entro la fine dell'anno.
Opportunità
espansione all'estero anche attraverso acquisizioni
Rischi
andamento negativo dei mercati finanziari
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle commissioni negativa nel 2016 (-12%) che torna a crescere al 5% nel triennio successivo e scende poi al 3% nel lungo periodo; - un cost/income ratio che passa dal 48% del 2016 al 44% del 2020 e seguenti; - proventi finanziari stabili a quota 25 milioni; Infine si prevedono un tax rate al 15% ed un payout che passa dal 112% del 2016 all'82% di lungo periodo. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 21,4 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,4 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
Tutte le analisi su Azimut
15 analisi dal 27 dicembre 2009, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.