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De Longhi — analisi del novembre 2016

Dopo aver perso quasi il 30% dai massimi di fine 2015 De Longhi sembra essere tornata a buon mercato e mostra un discreto potenziale di rivalutazione, i multipli restano elevati ma la società ha saputo continuare nel percorso di crescita in atto da ormai

Profilo societario

Il Gruppo De' Longhi è riconosciuto a livello globale per la sua leadership nel settore delle macchine da caffè, distinguendosi sia nei prodotti per uso domestico con il marchio De’Longhi, sia in quelli professionali grazie ai brand La Marzocco ed Eversys. Oltre a ciò, il Gruppo è tra i protagonisti mondiali nel mercato degli elettrodomestici, offrendo soluzioni innovative per la cucina, la climatizzazione e la cura della casa. Tra i suoi marchi principali figurano De’ Longhi, Kenwood, Braun, Ariete e NutriBullet.

Andamento del titolo

nei primi nove mesi del 2016 i ricavi sono scesi del 4,6% a 1159,1 milioni di Euro, il margine operativo lordo è stato di 154,5 milioni (+3,1%), il risultato operativo è passato da 111,8 a 117,7 milioni (+5,3%) ed il risultato netto di competenza del gruppo è stato di 72,1 milioni dai 62,5 dei primi 9 mesi del 2015 (+15,4%).

Dati finanziari

Nel triennio 2013-2015 De Longhi ha mostrato una crescita del fatturato del 15,8% mentre il margine operativo lordo è cresciuto del 17,2% in presenza di margini in crescita di 0,2 punti percentuali; il risultato operativo è passato da 195 a 232,7 milioni (+19,3%) mentre il risultato netto è cresciuto del 27,5% a 149,8 milioni. La redditività del capitale investito (ROI) è aumentata di 3,4 punti al 32,5% mentre il ROE è passato dal 17,5% al 16,5%. Dal punto di vista patrimoniale la società è passata da un indebitamento finanziario netto di 2,2 milioni ad una disponibilità di cassa di 188,9 milioni.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni De Longhi fanno parte del paniere Ftse Italia Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips. De Longhi mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) che riflette la scarsa correlazione del business al ciclo economico. Negli ultimi 3 anni il titolo De Longhi ha registrato una performance del 59,9% nettamente migliore del -10,7% dell'indice Ftse Mib: le azioni hanno avuto un trend crescente fino ai massimi di fine 2015 seguito da una forte correzione nei primi due mesi del 2016 ed una successiva fase laterale che sembra tuttora in corso.

Comparables

nel raffronto con le principali aziende internazionali operanti nel settore degli elettrodomestici De Longhi risulta nella media sia sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo/Utili) che del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); piuttosto basso il rendimento da dividendi poco sopra al 2% ed il più basso tra le aziende incluse nel campione.

Opportunità

innovazione di prodotto e focus sui segmenti di mercato a più elevato margine (piccoli elettrodomestici), acquisizioni mirate per impiegare la liquidità disponibile

Rischi

erosione dei margini dovuta all'ingresso nel mercato europeo di nuovi competitor (soprattutto asiatici)

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - un tasso di crescita dei ricavi che passa dallo 0,5% del 2016 al 3% di lungo periodo; - margini sulle vendite in crescita fino al 16,4% del 2018 e seguenti; - una redditività operativa (ROI) di lungo periodo del 39,7% Infine si prevedono un tax rate al 26% ed un payout in crescita fino al 62%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 22 Euro che tende a crescere (ridursi) di 1,8 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su De Longhi

12 analisi dal 27 gennaio 2013, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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