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De Longhi

Dopo un buon triennio, De Longhi sembra avere ancora un limitato margine di apprezzamento; la società potrà concentrarsi sui segmenti a maggior valore aggiunto e su acquisizioni mirate ma subisce la concorrenza dei produttori asiatici

Profilo societario

Il Gruppo De' Longhi è riconosciuto a livello globale per la sua leadership nel settore delle macchine da caffè, distinguendosi sia nei prodotti per uso domestico con il marchio De’Longhi, sia in quelli professionali grazie ai brand La Marzocco ed Eversys. Oltre a ciò, il Gruppo è tra i protagonisti mondiali nel mercato degli elettrodomestici, offrendo soluzioni innovative per la cucina, la climatizzazione e la cura della casa. Tra i suoi marchi principali figurano De’ Longhi, Kenwood, Braun, Ariete e NutriBullet.

Andamento del titolo

nei primi sei mesi del 2025 i ricavi sono aumentati dell'11,3% a 1584,2 milioni di Euro, il margine operativo lordo è stato di 232,5 milioni (+14%), il risultato operativo è passato da 143,7 a 167,9 milioni (+10,1%) ed il risultato netto è stato di 116,6 milioni dai 106,2 milioni dei primi 6 mesi del 2024 (+7,5%).

Dati finanziari

Nel triennio 2022-2024 De Longhi ha registrato una crescita dei ricavi del 10,7% mentre il margine operativo lordo è salito del 47,3% in presenza di un incremento dell'Ebitda margin di 4,1 punti percentuale; balzo a due cifre anche per il risultato operativo passato da 263,5 a 430,8 milioni (+63,5%) mentre il risultato netto ha fatto registrare un +80,7% a 324,9 milioni. La redditività del capitale investito (ROI) è salita di 7,3 punti al 26,6% mentre il ROE è passato dal 10,8% al 14,4%. Dal punto di vista patrimoniale la società presenta una disponibilità di cassa di 643,2 milioni, in crescita di 344,5 milioni nel triennio.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni De Longhi fanno parte del paniere Ftse Italia Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips. De Longhi mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) che riflette la correlazione del business all'andamento del ciclo economico. Negli ultimi 3 anni il titolo De Longhi ha registrato una performance positiva (+41%) ma inferiore al +76,6% dell'indice Ftse Mib: dopo aver toccato un minimo a giugno 2023, le azioni hanno iniziato una fase rialzista con un primo massimo a settembre dello stesso anno ed un secondo a maggio 2024. La successiva fase di consolidamento (giugno-settembre) è stata seguita da un nuovo impulso rialzista tra fine 2024 ed inizio 2025 che ha permesso di toccare i massimi di periodo a febbraio 2025; dopo una brusca correzione tra marzo ed inizio aprile, è ripreso un discreto trend rialzista che non ha ancora raggiunto però i precedenti massimi.

Comparables

nel raffronto con le principali aziende internazionali operanti nel settore degli elettrodomestici De Longhi risulta nella media se si considera il rapporto Price/Earnings (Prezzo/Utili) mentre è tra le più care se si prende in esame il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); piuttosto contenuto il rendimento da dividendi, poco sopra al 2,5% ed il più basso tra le aziende incluse nel campione.

Opportunità

innovazione di prodotto e focus sui segmenti di mercato a più elevato margine (piccoli elettrodomestici), acquisizioni mirate per impiegare la liquidità disponibile

Rischi

erosione dei margini dovuta all'ingresso nel mercato europeo di nuovi competitor (soprattutto asiatici)

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - un tasso di crescita dei ricavi che passa dal 6% del 2025 al 3,5% di lungo periodo; - Ebitda margin stabile al 16,1% su tutto il periodo di previsione; - una redditività operativa (ROI) di lungo periodo del 26,9% Infine si prevedono un tax rate al 25,5% ed un payout in crescita fino al 73%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 35,23 Euro che tende a crescere (ridursi) di 3,46 Euro per ogni punto in più (in meno) dell'Ebitda margin come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su De Longhi

12 analisi dal 27 gennaio 2013, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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