De Longhi — analisi del novembre 2015
Nonostante la buona trimestrale De Longhi, reduce da un incremento dei prezzi che dura ormai da 7 anni, sembra quotare a premio sul fair value e il raffronto coi comparables conferma questa ipotesi.
Profilo societario
Il Gruppo De' Longhi è riconosciuto a livello globale per la sua leadership nel settore delle macchine da caffè, distinguendosi sia nei prodotti per uso domestico con il marchio De’Longhi, sia in quelli professionali grazie ai brand La Marzocco ed Eversys. Oltre a ciò, il Gruppo è tra i protagonisti mondiali nel mercato degli elettrodomestici, offrendo soluzioni innovative per la cucina, la climatizzazione e la cura della casa. Tra i suoi marchi principali figurano De’ Longhi, Kenwood, Braun, Ariete e NutriBullet.
Andamento del titolo
nei primi nove mesi del 2015 i ricavi sono cresciuti dell'11,8% a 1214,8 milioni di Euro, il margine operativo lordo è stato di 149,9 milioni (+9,7%), il risultato operativo è passato da 103,2 a 111,8 milioni ed il risultato netto di competenza del gruppo è stato di 62,5 milioni dai 54,2 dei primi 9 mesi del 2014 (+15,3%).
Dati finanziari
Nel triennio 2012-2014 De Longhi ha mostrato una crescita del fatturato del 12,8% mentre il margine operativo lordo è cresciuto del 9,6% in presenza di margini in calo di 0,5 punti percentuali; il risultato operativo è passato da 189 a 212,7 milioni (+12,6%) mentre il risultato netto è cresciuto del 7,4% a 127,2 milioni. La redditività del capitale investito (ROI) è aumentata di 4,5 punti al 30,5% mentre il ROE è passato dal 18,7% al 16,2%. Dal punto di vista patrimoniale la società è passata da un indebitamento finanziario netto di 92,9 milioni ad una disponibilità di cassa di 89 milioni.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni De Longhi fanno parte del paniere Ftse Italia Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips. De Longhi mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) che riflette la scarsa correlazione del business al ciclo economico. Negli ultimi 3 anni il titolo De Longhi ha registrato una performance fortemente positiva (+154,1%) rispetto al +40,1% dell'indice Ftse Mib: le azioni hanno avuto un trend crescente intervallato da prolungate fasi laterali dei corsi come quelle tra febbraio 2013 e gennaio 2014 e tra aprile 2014 e gennaio 2015.
Comparables
nel raffronto con le principali aziende internazionali operanti nel settore degli elettrodomestici De Longhi risulta a premio sia sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo/Utili) che del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); piuttosto basso il rendimento da dividendi sotto al 2% ed il più basso tra le aziende incluse nel campione.
Opportunità
innovazione di prodotto e focus sui segmenti di mercato a più elevato margine (piccoli elettrodomestici)
Rischi
erosione dei margini dovuta all'ingresso nel mercato europeo di nuovi competitor
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - un tasso di crescita dei ricavi che passa dall'11% del 2015 al 3% di lungo periodo; - margini sulle vendite in calo al 15,4% nel 2015 che tornano a salire dall'anno successivo fino al 16,5% del 2018 e seguenti; - una redditività operativa (ROI) di lungo periodo del 38,3% Infine si prevedono un tax rate al 27% ed un payout in crescita fino al 64%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 22,9 Euro che tende a crescere (ridursi) di 1,85 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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12 analisi dal 27 gennaio 2013, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.