De Longhi — analisi del novembre 2022
Dopo una flessione di oltre il 40% da inizio anno De Longhi sembra quotare su livelli interessanti, la società potrà beneficiare della leadership nel segmento dei piccoli elettrodomestici ma potrebbe subire la concorrenza dei competitor asiatici.
Profilo societario
Il Gruppo De' Longhi è riconosciuto a livello globale per la sua leadership nel settore delle macchine da caffè, distinguendosi sia nei prodotti per uso domestico con il marchio De’Longhi, sia in quelli professionali grazie ai brand La Marzocco ed Eversys. Oltre a ciò, il Gruppo è tra i protagonisti mondiali nel mercato degli elettrodomestici, offrendo soluzioni innovative per la cucina, la climatizzazione e la cura della casa. Tra i suoi marchi principali figurano De’ Longhi, Kenwood, Braun, Ariete e NutriBullet.
Andamento del titolo
nei primi sei mesi del 2022 i ricavi sono cresciuti dello 0,9% a 1444,8 milioni di Euro, il margine operativo lordo è stato di 150,5 milioni (-37,6%), il risultato operativo è passato da 197,5 a 100,3 milioni (-49,2%) ed il risultato netto è stato di 71,7 milioni dai 171,9 dei primi 6 mesi del 2021 (-58,3%).
Dati finanziari
Nel triennio 2019-2021 De Longhi ha registrato una crescita dei ricavi del 53,3% mentre il margine operativo lordo è salito del 68,1% in presenza di una marginalità in crescita di 1,4 punti percentuali; il risultato operativo è aumentato dell'83,5% passando da 210,9 a 386,9 milioni mentre il risultato netto ha fatto registrare un +93,6% a 311,8 milioni. La redditività del capitale investito (ROI) è aumentata di 10,7 punti al 33,8% mentre il ROE è passato dal 13,5% al 19,8%. Dal punto di vista patrimoniale la società presenta una disponibilità di cassa di 425 milioni, in crescita di 147 milioni nel triennio.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni De Longhi fanno parte del paniere Ftse Italia Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips. De Longhi mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) che riflette la scarsa correlazione del business al ciclo economico. Negli ultimi 3 anni il titolo De Longhi ha registrato una performance dello 0,3% in linea con il -1,3% dell'indice Ftse Mib: dopo una iniziale fase laterale, le azioni hanno toccato un minimo a metà marzo 2020, seguito da una forte reazione nei mesi successivi, con il titolo più che triplicato ai massimi di settembre 2021; da allora è iniziata una fase calante, proseguita per circa 12 mesi, che ha riportato i prezzi in prossimità dei minimi di periodo; buona ripresa nell'ultimo mese.
Comparables
nel raffronto con le principali aziende internazionali operanti nel settore degli elettrodomestici De Longhi risulta tra quelle più a buon mercato sia se si considera il rapporto Price/Earnings (Prezzo/Utili) sia se si prende in esame il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); buono il rendimento da dividendi, superiore al 4% ed il più elevato tra le aziende incluse nel campione.
Opportunità
innovazione di prodotto e focus sui segmenti di mercato a più elevato margine (piccoli elettrodomestici), acquisizioni mirate per impiegare la liquidità disponibile
Rischi
erosione dei margini dovuta all'ingresso nel mercato europeo di nuovi competitor (soprattutto asiatici)
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - un tasso di crescita dei ricavi che passa dal -4,5% del 2022 al 3,5% di lungo periodo; - Ebitda margin in calo all'11% nel 2022 che trona a crescere al 12% nel 2023 e 13% nel 2024 e seguenti; - una redditività operativa (ROI) di lungo periodo del 22,8% Infine si prevedono un tax rate al 25,5% ed un payout in crescita fino al 73%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 22,59 Euro che tende a crescere (ridursi) di 3,1 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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12 analisi dal 27 gennaio 2013, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.