De Longhi — analisi del novembre 2023
Dopo un triennio difficile, De Longhi mostra quotazioni non distanti dal fair value, la società potrà puntare sull'innovazione di prodotto ed eventuali acquisizioni ma è forte la minaccia dei concorrenti asiatici.
Profilo societario
Il Gruppo De' Longhi è riconosciuto a livello globale per la sua leadership nel settore delle macchine da caffè, distinguendosi sia nei prodotti per uso domestico con il marchio De’Longhi, sia in quelli professionali grazie ai brand La Marzocco ed Eversys. Oltre a ciò, il Gruppo è tra i protagonisti mondiali nel mercato degli elettrodomestici, offrendo soluzioni innovative per la cucina, la climatizzazione e la cura della casa. Tra i suoi marchi principali figurano De’ Longhi, Kenwood, Braun, Ariete e NutriBullet.
Andamento del titolo
nei primi sei mesi del 2023 i ricavi sono diminuiti del 10,6% a 1291,2 milioni di Euro, il margine operativo lordo è stato di 159 milioni (+5,7%), il risultato operativo è passato da 100,3 a 108,1 milioni (+7,8%) ed il risultato netto è stato di 82,7 milioni dai 71,7 dei primi 6 mesi del 2022 (+15,3%).
Dati finanziari
Nel triennio 2020-2022 De Longhi ha registrato una crescita dei ricavi del 34,3% mentre il margine operativo lordo è salito del 6,6% in presenza di una diminuzione dell'Ebitda margin di 3,2 punti percentuali; il risultato operativo è rimasto sostanzialmente stabile passando da 262 a 263,5 milioni mentre il risultato netto ha fatto registrare un -10,1% a 179,8 milioni. La redditività del capitale investito (ROI) è diminuita di 6 punti al 19,3% mentre il ROE è passato dal 15,8% al 10,8%. Dal punto di vista patrimoniale la società presenta una disponibilità di cassa di 298,8 milioni, in crescita di 66,8 milioni nel triennio.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni De Longhi fanno parte del paniere Ftse Italia Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips. De Longhi mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) che riflette la scarsa correlazione del business al ciclo economico. Negli ultimi 3 anni il titolo De Longhi ha registrato una performance negativa (-16,2%) nettamente inferiore al +37,2% dell'indice Ftse Mib: dopo aver seguito un trend crescente, proseguito fino ai massimi di settembre 2021, è iniziata una fase negativa, durata circa un anno, che ha portato il titolo a perdere quasi i due terzi del suo valore in prossimità dei minimi di ottobre 2022; la successiva ripresa si è arrestata già a novembre dello stesso anno ed in seguito il titolo ha oscillato su una banda di valori piuttosto stretta, senza mostrare una chiara tendenza.
Comparables
nel raffronto con le principali aziende internazionali operanti nel settore degli elettrodomestici De Longhi risulta la più cara se si considera il rapporto Price/Earnings (Prezzo/Utili) mentre è tra quelle più a buon mercato se si prende in esame il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); piuttosto contenuto il rendimento da dividendi, poco sopra al 2% ed il più basso tra le aziende incluse nel campione.
Opportunità
innovazione di prodotto e focus sui segmenti di mercato a più elevato margine (piccoli elettrodomestici), acquisizioni mirate per impiegare la liquidità disponibile
Rischi
erosione dei margini dovuta all'ingresso nel mercato europeo di nuovi competitor (soprattutto asiatici)
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - un tasso di crescita dei ricavi che passa dal -3% del 2023 al 3,5% di lungo periodo; - Ebitda margin in aumento dal 12,7% nel 2023 al 13,6% del 2025 e seguenti; - una redditività operativa (ROI) di lungo periodo del 23,2% Infine si prevedono un tax rate al 24,5% ed un payout in crescita fino al 73%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 24,84 Euro che tende a crescere (ridursi) di 3,05 Euro per ogni punto in più (in meno) dell'Ebitda margin come mostrato nella figura seguente.
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12 analisi dal 27 gennaio 2013, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.