De Longhi — analisi del novembre 2021
Dopo la correzione degli ultimi due mesi De Longhi sembra avere un discreto margine di rivalutazione, la società potrà beneficiare degli ottimi risultati dei primi mesi del 2021 ma mostra multipli piuttosto elevati
Profilo societario
Il Gruppo De' Longhi è riconosciuto a livello globale per la sua leadership nel settore delle macchine da caffè, distinguendosi sia nei prodotti per uso domestico con il marchio De’Longhi, sia in quelli professionali grazie ai brand La Marzocco ed Eversys. Oltre a ciò, il Gruppo è tra i protagonisti mondiali nel mercato degli elettrodomestici, offrendo soluzioni innovative per la cucina, la climatizzazione e la cura della casa. Tra i suoi marchi principali figurano De’ Longhi, Kenwood, Braun, Ariete e NutriBullet.
Andamento del titolo
nei primi sei mesi del 2021 i ricavi sono cresciuti del 59,7% a 1431,8 milioni di Euro, il margine operativo lordo è stato di 249,4 milioni (+136,4%), il risultato operativo è passato da 66,9 a 209,4 milioni (+213%) ed il risultato netto è stato di 180,8 milioni dai 43,1 dei primi 6 mesi del 2020 (+319,5%).
Dati finanziari
Nel triennio 2018-2020 De Longhi ha registrato una crescita dei ricavi del 13,1% mentre il margine operativo lordo è salito del 14,8% in presenza di una marginalità in crescita di 0,2 punti percentuali; il risultato operativo è aumentato del 7,9% passando da 242,9 a 262 milioni mentre il risultato netto ha fatto registrare un +8,4% a 200,1 milioni. La redditività del capitale investito (ROI) è scesa di 3,7 punti al 25,3% mentre il ROE è passato dal 17,3% al 15,8%. Dal punto di vista patrimoniale la società presenta una disponibilità di cassa di 232 milioni, sostanzialmente stabile nel triennio.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni De Longhi fanno parte del paniere Ftse Italia Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips. De Longhi mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) che riflette la scarsa correlazione del business al ciclo economico. Negli ultimi 3 anni il titolo De Longhi ha registrato una performance positiva (+52,8%) e superiore al +47,2% dell'indice Ftse Mib: dopo un iniziale trend positivo, con massimi a gennaio ed aprile 2019, le azioni hanno iniziato un trend discendente che è proseguito, intramezzato da fasi laterali, fino ai minimi di metà marzo 2020. Forte reazione nei mesi successivi con il titolo più che triplicato ai massimi di settembre 2021, parziale ritracciamento negli ultimi due mesi.
Comparables
nel raffronto con le principali aziende internazionali operanti nel settore degli elettrodomestici De Longhi risulta la più cara sia se si considera il rapporto Price/Earnings (Prezzo/Utili) sia se si prende in esame il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); piuttosto contenuto il rendimento da dividendi, inferiore al 2% ed il più basso tra le aziende incluse nel campione.
Opportunità
innovazione di prodotto e focus sui segmenti di mercato a più elevato margine (piccoli elettrodomestici), acquisizioni mirate per impiegare la liquidità disponibile
Rischi
erosione dei margini dovuta all'ingresso nel mercato europeo di nuovi competitor (soprattutto asiatici)
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - un tasso di crescita dei ricavi che passa dal 28,5% del 2021 al 3,5% di lungo periodo; - Ebitda margin in aumento dal 15,6% al 16,5% del 2024 e seguenti; - una redditività operativa (ROI) di lungo periodo del 40,9% Infine si prevedono un tax rate al 25,5% ed un payout in crescita fino al 78%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 36,01 Euro che tende a crescere (ridursi) di 3,05 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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12 analisi dal 27 gennaio 2013, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.