De Longhi — analisi del novembre 2024
Dopo un triennio in cui ha sottoperformato De Longhi sembra avere buone opportunità di ripresa, forte dei risultati del primo semestre e di una disponibilità di cassa che potrebbe consentirgli acquisizioni mirate.
Profilo societario
Il Gruppo De' Longhi è riconosciuto a livello globale per la sua leadership nel settore delle macchine da caffè, distinguendosi sia nei prodotti per uso domestico con il marchio De’Longhi, sia in quelli professionali grazie ai brand La Marzocco ed Eversys. Oltre a ciò, il Gruppo è tra i protagonisti mondiali nel mercato degli elettrodomestici, offrendo soluzioni innovative per la cucina, la climatizzazione e la cura della casa. Tra i suoi marchi principali figurano De’ Longhi, Kenwood, Braun, Ariete e NutriBullet.
Andamento del titolo
nei primi sei mesi del 2024 i ricavi sono aumentati del 10,3% a 1423,7 milioni di Euro, il margine operativo lordo è stato di 199,7 milioni (+25,6%), il risultato operativo è passato da 108,1 a 143,7 milioni (+32,9%) ed il risultato netto è stato di 106,2 milioni dagli 82,7 dei primi 6 mesi del 2023 (+28,4%).
Dati finanziari
Nel triennio 2021-2023 De Longhi ha registrato una diminuzione dei ricavi del 4,5% mentre il margine operativo lordo è sceso del 9,4% in presenza di una diminuzione dell'Ebitda margin di 0,8 punti percentuale; flessione a due cifre per il risultato operativo passato da 386,9 a 329,6 milioni mentre il risultato netto ha fatto registrare un -19,7% a 250,4 milioni. La redditività del capitale investito (ROI) è diminuita di 5,1 punti al 28,7% mentre il ROE è passato dal 19,8% al 13,8%. Dal punto di vista patrimoniale la società presenta una disponibilità di cassa di 662,6 milioni, in crescita di 237,5 milioni nel triennio.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni De Longhi fanno parte del paniere Ftse Italia Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips. De Longhi mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) che riflette la correlazione del business all'andamento del ciclo economico. Negli ultimi 3 anni il titolo De Longhi ha registrato una performance negativa (-5,3%) nettamente inferiore al +25% dell'indice Ftse Mib: dopo aver toccato un massimo a fine dicembre 2021, è iniziata una fase negativa, durata circa nove mesi, che ha portato il titolo a perdere oltre metà del suo valore (minimi di ottobre 2022); la successiva ripresa si è arrestata già a novembre dello stesso anno ed in seguito il titolo è rimasto in fase laterale per quasi un anno. Solo da novembre 2023 è partito un nuovo impulso rialzista che ha permesso di toccare i massimi di periodo a maggio 2024; in seguito è iniziata una fase riflessiva che si è accentuata tra fine luglio e inizio agosto, andamento laterale negli ultimi due mesi.
Comparables
nel raffronto con le principali aziende internazionali operanti nel settore degli elettrodomestici De Longhi risulta la più cara se si considera il rapporto Price/Earnings (Prezzo/Utili) mentre è nella media se si prende in esame il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); piuttosto contenuto il rendimento da dividendi, poco sopra al 2% ed il più basso tra le aziende incluse nel campione.
Opportunità
innovazione di prodotto e focus sui segmenti di mercato a più elevato margine (piccoli elettrodomestici), acquisizioni mirate per impiegare la liquidità disponibile
Rischi
erosione dei margini dovuta all'ingresso nel mercato europeo di nuovi competitor (soprattutto asiatici)
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - un tasso di crescita dei ricavi che passa dal 10% del 2024 al 3,5% di lungo periodo; - Ebitda margin in aumento dal 15,4% nel 2024 al 15,7% del 2026 e seguenti; - una redditività operativa (ROI) di lungo periodo del 37,4% Infine si prevedono un tax rate al 25,5% ed un payout in crescita fino al 73%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 36,05 Euro che tende a crescere (ridursi) di 3,4 Euro per ogni punto in più (in meno) dell'Ebitda margin come mostrato nella figura seguente.
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12 analisi dal 27 gennaio 2013, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.