Azimut — analisi del novembre 2013
Il rallentamento nei conti dei primi 9 mesi dell'anno induce ad essere più prudenti su Azimut che sembra essere ormai in linea con il fair value dopo la forte corsa dei prezzi degli ultimi due anni.
Profilo societario
Azimut è un'organizzazione globale e indipendente che opera nei settori dell'asset management, sia nei mercati pubblici che privati, del wealth management, dell'investment banking e del fintech, offrendo servizi a privati e aziende. Quotata alla Borsa di Milano (AZM.IM), Azimut è leader in Italia e vanta una presenza internazionale in 19 Paesi, con un particolare focus sui mercati emergenti. Il suo azionariato include circa 2.000 tra gestori, consulenti finanziari e dipendenti, riuniti in un patto di sindacato che detiene il 22% della società, mentre il resto è flottante. Il Gruppo si compone di diverse realtà impegnate nella creazione, gestione e distribuzione di prodotti finanziari e assicurativi. Le sedi principali si trovano in Paesi come Italia, Australia, Brasile, Cile, Cina, Hong Kong, Egitto, Emirati Arabi, Irlanda, Lussemburgo, Marocco, Messico, Monaco, Portogallo, Singapore, Svizzera, Taiwan, Turchia e Stati Uniti.
Andamento del titolo
nei primi 9 mesi del 2013 i ricavi sono diminuiti del 3,2% a 194,2 milioni mentre il risultato di gestione è passato da 135,7 a 122 milioni, in calo anche il risultato netto passato da 121,2 a 110 milioni di Euro (-9,2% sullo stesso periodo del 2012).
Dati finanziari
Nel triennio 2010-2012 Azimut ha registrato una crescita del Margine di Intermediazione del 47,5% mentre il Risultato di Gestione è aumentato di oltre il 64%; andamento simile per il risultato lordo (+64,8%) mentre l'utile netto ha registrato una crescita del 70% a 160,3 milioni di Euro. La redditività del capitale è crescita di circa 3 punti con il ROE che è passato dal 24% al 27,1%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Azimut fanno parte del paniere FTSE/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips Azimut mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) che riflette la correlazione dei ricavi della società all'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Azimut ha registrato una performance del 174,3%, nettamente migliore del -5,8% dell'indice FTSE Mib; il titolo ha avuto un andamento allineato a quello dell'indice fino ai minimi di inizio settembre 2011, successivamente è iniziato un forte trend rialzista, tuttora in atto, con una quadruplicazione delle quotazioni in poco più di due anni.
Comparables
tra le principali aziende italiane operanti nel settore del risparmio gestito Azimut si posiziona nella fascia intermedia sia sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) che del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile), nella media anche il rendimento da dividendi, poco sopra quota 3%.
Opportunità
crescita della rete di promotori con nuove assunzioni di personale altamente qualificato
Rischi
andamento avverso dei mercati finanziari
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle commissioni negativa nel 2013 (-2%) che torna ad essere positiva nel 2014 (+8%) per riportarsi gradualmente al 3% a partire dal 2017; - un cost/income ratio che passa dal 38% del 2013 al 35% di lungo periodo; Infine si prevede un tax rate in crescita stabile al 12,5% ed un payout che passa dal 58% del 2012 al 74% di lungo periodo. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 17 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,3 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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15 analisi dal 27 dicembre 2009, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.