Amplifon — analisi del gennaio 2010
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi di uno dei principali produttori di apparecchi acustici
Profilo societario
Amplifon è un punto di riferimento globale nel mercato retail dell’hearing care, offrendo l'opportunità di riscoprire la bellezza dei suoni e delle emozioni che trasmettono. Con un team di 20.900 persone a livello mondiale, Amplifon si dedica con passione a comprendere le esigenze specifiche di ciascun cliente, proponendo soluzioni e servizi esclusivi, innovativi e personalizzati, per garantire la massima soddisfazione e un'esperienza unica. Il Gruppo, che genera ricavi annuali superiori a 2,4 miliardi di euro, opera attraverso una rete capillare di oltre 10.000 punti vendita distribuiti in 26 Paesi e cinque continenti.
Dati finanziari
Nel triennio 2006-2008 Amplifon ha mostrato una crescita dei ricavi del 4,6%; il Mol è invece diminuito del 29,3% a causa di una contrazione dei margini sulle vendite di 5,5 punti, mentre il risultato netto è passato da un utile di 49,7 milioni di Euro ad una perdita di 14,3 milioni. Gli indicatori di redditività vedono il ROE passare in negativo a -7,8% e il ROI perdere oltre 12 punti al 4%. A livello patrimoniale si registra una diminuzione dell'indebitamento finanziario netto (sceso di circa 10 milioni di euro a 190,6 milioni) ma un contemporaneo incremento del rapporto debt to equity che passa da 0,77 a 1,03.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Amplifon rientrano nel segmento Mid Cap Amplifon mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) dovuto alla presenza in un settore di attività influenzato dal ciclo economico. Negli ultimi 3 anni il titolo Amplifon ha registrato una performance negativa (-52,8%) contro il -43,8% dell'indice di mercato; l'andamento del triennio è stato caratterizzato da un iniziale periodo di oscillazioni fino a maggio 2007 seguito da un trend fortemente ribassista (terminato a dicembre 2008) che ha portato i prezzi ad una riduzione del 90% rispetto ai massimi; la successiva ripresa, intensificatasi a partire da marzo 2009, ha permesso al prezzo delle azioni di quasi quadruplicare nel corso del 2009.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dal 2,5% del 2009 al 3% di lungo periodo; - margini sulle vendite in aumento di 1 punto nel 2009 (al 12,5%) e di un ulteriore punto nel biennio successivo, con mantenimento di questo valore nel lungo periodo; - una rotazione delle immobilizzazioni stabile sui valori dell'ultimo anno tale da determinare un ROI di lungo periodo del 16,1%; Infine si prevedono un tax rate stabile al 35% ed un costo del debito medio in diminuzione dal 7% al 5,5% del 2012 ed anni successivi. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 2,58 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,38 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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17 analisi dal 5 gennaio 2008, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.