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Milano Assicurazioni

Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di uno dei principali gruppi assicurativi nazionali

Profilo societario

Milano Assicurazioni e' la piu' antica societa' per azioni assicurativa italiana; il suo atto costitutivo risale infatti al 1825. Fin dall'inizio la Compagnia opero' su scala nazionale fino ad arrivare, alle soglie del '900, ad avere un'organizzazione territoriale di 75 Agenzie in Italia e oltre 23 oltre i confini territoriali di allora. Attualmente Milano Assicurazioni è attiva quasi esclusivamente nel ramo danni (rappresenta oltre il 75% dei premi raccolti), ed in particolar modo nel settore della RC auto

Dati finanziari

Nel triennio 2006-2008 Milano Assicurazioni ha mostrato un incremento dei premi emessi del 18,3% mentre gli altri ricavi hanno registrato una crescita del 17,9% e l'utile da investimenti è cresciuto del 9,2%. Il maggiore incremento dell'incidenza di oneri tecnici e dei costi di gestione ha provocato la riduzione di oltre il 40% del risultato ante imposte mentre il risultato netto è sceso del 32,2% grazie ad un minore tax rate; si riduce anche la redditività del capitale con il ROE che passa dal 12,5% al 7,8%.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Milano Assicurazioni fanno parte del paniere Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips Milano Assicurazioni mostra una rischiosità inferiore a quella del mercato (beta minore di 1) riflettendo la prevalenza di attività nei rami danni, più stabili rispetto al segmento vita e all'andamento dei mercati finanziari in genere. Negli ultimi 3 anni il titolo Milano Assicurazioni ha registrato una performance negativa (-66,8%) contro il -42,6% del mercato; l'andamento è stato positivo fino a maggio 2007 (+20% in 4 mesi) seguito da una fase di contrazione durata quasi due anni che ha portato il titolo a perdere oltre l'80% del suo valore. La ripresa iniziata a marzo 2009 è stata meno decisa di quella degli indici arrestandosi già a maggio, periodo dal quale è iniziata una nuova fase di (leggera) contrazione.

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita dei premi emessi negativa nel 2009 (-2%) che torna a crescere ad un tasso del 3% a partire dal 2010; - una crescita degli altri ricavi all'1% nel 2009 che si riporta al 3% dal 2010 in poi; - un'incidenza degli oneri tecnici in progressiva diminuzione, dal 78% del 2009 al 74,5% di lungo periodo; - una redditività degli investimenti che passa dal 3% del 2009 al 3,5% di lungo periodo; Infine si prevedono un tax rate stabile al 33% ed un payout del 50%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 2,48 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,1 Euro per ogni punto in più (in meno) del tasso di rendimento degli investimenti come mostrato nella figura seguente.

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